Quando cultura, curiosità e coraggio diventano IntreCCCi, la nuova scuola di Dominga, Enrica e Marta Cotarella

intrecci

Si chiama Intreccci la nuova scuola per la formazione del personale di sala e di cantina che aprirà le porte agli inizi del 2017 nella Tuscia, tra i vigneti di Castiglione in Teverina. L’idea è frutto dell’intraprendenza di Dominga, Marta ed Enrica Cotarella nuova generazione di una delle famiglie più importanti e conosciute del mondo del vino (Dominga è figlia di Riccardo, presidente di Assoenologi e famoso winemaker, Marta ed Enrica sono figlie di Renzo, l’amministratore delegato di Marchesi Antinori).  Intreccci con tre C come coraggio, cultura e curiosità – e come Cotarella x 3 – che sono i valori cardine del progetto.  Ospitata in una struttura di famiglia, immersa nel bellissimo paesaggio dei calanchi, la scuola è completamente indipendente dall’azienda Falesco ed è stata pensata come un campus all’interno del quale i ragazzi avranno i propri alloggi e potranno seguire per 4 mesi le lezioni teoriche che li prepareranno ad affrontare uno stage di 3 mesi in ristoranti, foresterie o aziende. Sempre pronte a cogliere i segnali provenienti dal mondo enogastronomico, Dominga, Marta ed Enrica hanno recepito l’esigenza, da più parti lamentata, di una maggiore professionalità per il personale di sala.  

  “Ci siamo rese conto che si sta creando una distanza sempre più grande fra la sala e la cucina. E il divario è ancora più evidente quando ci si confronta con l’estero, dove invece la cultura della sala è cresciuta.  In Italia, i ragazzi che decidono di lavorare nel mondo della ristorazione prendono la strada dei fornelli, complice anche la crescente attenzione dei media verso gli chef. Si dimentica che la professionalità di chi traduce e interpreta il lavoro della cucina è indispensabile per la buona riuscita di un ristorante, così come è fondamentale poter contare sulla professionalità del personale di cantina anche nelle foresterie o nelle aziende”.  Traspare dalle parole di Dominga l’entusiamo per il nuovo progetto, ma anche la profonda riflessione che lo sostiene.  “Vogliamo dare la possibilità ai ragazzi di poter approfondire il percorso di studio, aprendo la scuola ai laureati, in enologia ed agronomia, agli studenti delle scuole alberghiere e ai ragazzi in possesso di un attestato di sommelier, che sia Fisar, Ais o Fis”.   

Un corso di altissimo livello, ma accessibile. “La selezione non sarà fatta dalla possibilità economica, ma dalla propensione al talento.  Ci saranno dei test d’ingresso impegnativi per selezionare i 15 ragazzi che accederanno ai corsi”.

Il vino ovviamente ricoprirà un ruolo importante, in questa scuola destinata a formare anche il personale di cantina da impiegare in azienda o nelle foresterie. Per questo sono previste lezioni di enologia per cui sono stati stretti rapporti di collaborazione con l’Università della Tuscia. Si tratterà l’argomento tenendo conto dell’intero panorama enologico  meravigliosamente ricco e vario dando spazio ai vini convenzionali, biologici, naturali e biodinamici. Si terranno lezioni di comunicazione  per cui sono in ballo legami con la Sapienza Università di Roma e ancora nozioni di scienze dell’alimentazione, prendendo in considerazione problemi legati a intolleranze e allergie.

Una scuola con il fattore C dunque, in cui la  curiosità sia carburante per  la conoscenza e si Intrecci in una coraggiosa crescita  culturale .

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