Addio a Giuseppe Benanti

Giuseppe Benanti

Giuseppe Benanti classe 1945 signorile, elegante, dai modi garbati e distinti, ci ha lasciato. Una famiglia, la sua, radicata sulle terre nere etnee fin dal 1800 con l’acquisto di una proprietà nella frazione di Scalori.

Nel 1988 il cavaliere Giuspeppe Benanti, farmacista come suo padre e suo nonno, decide di riprendere il racconto familiare legato alla terra, ma con uno sguardo e una consapevolezza nuova. Intuisce tra i primi le grandi potenzialità del vulcano e inizia uno studio dei suoli etnei comprendendone immediatamente l’alta vocazione alla viticoltura e inizia la ricerca di particolari cloni di vitigni storici supportato da un progetto condiviso con Salvo Foti, con il professor Rocco Di Stefano dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti e il professor Jean Siegrist dell’INRA di Beaune.

Il suo Pietramarina è stato il primo Carricante che ha fatto parlare di sé nel mondo grazie alla sua sapidità e complessità. Pioniere della grande stagione dei vini dell’Etna, il Cavaliere Giuseppe Benanti era fermamente convinto della necessità per la viticoltura etnea di muoversi nella direzione della qualità e soprattutto dell’unicità data dai vitigni storici e dalla ricerca di un’ espressione territoriale autentica.

La redazione si stringe attorno alla famiglia e ai figli Antonio e Salvino.

Benanti: i vini del vulcano

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