Carlo Petrini ha concluso la presentazione della sesta edizione di Slow Wine, la guida ai vini pubblicata da Slow Food Editore ricordando ai vignaioli che fare vino è una responsabilità sociale: verso i propri clienti, verso i collaboratori e soprattutto verso se stessi, bisogna cioè essere orgogliosi del proprio lavoro e del proprio vino “perché l’economia non è il fine, ma il mezzo”. E ha messo l’accento sulla necessità di rimanere saldi e solidali con tutta la produzione agricola, senza rischiare di diventare produttori di manufatti. Il futuro è nell’economia locale ha ribadito Petrini, “Nessuno può essere forte nel mondo se non è forte a casa sua” bisogna essere rispettati prima di tutto in casa propria lavorando sul rapporto con i cittadini, gli osti, i ristoratori e saper costruire un legame con il territorio. Anche questo è il valore culturale del vino, il suo essere portatore sano di identità e felicità, non bisogna dunque dimenticare le strette relazioni con la storia e con la memoria. E proprio su questa linea si sono posti i curatori di Slow Wine Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni «Slow Wine è un cantiere aperto 365 giorni all’anno una finestra spalancata sui vigneti. Si riparte dalla terra e questa è la vera rivoluzione: aver spostato a monte l’asticella, con la visita alla singola cantina e al territorio che la ospita. È questa la chiave di lettura che ci permette di giudicare in un secondo momento il vino, facendo nostri i valori del rispetto del lavoro in vigna, dell’interpretazione del terroir e dell’esaltazione delle caratteristiche di una cultivar, che sono il fine ultimo dell’opera di un vignaiolo». Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia ha sottolineato il cambiamento nel mondo del vino, la maggiore maturità ecologica dei vignerons e dei consumatori: «Resistiamo alle sirene del profitto per il profitto, e lavoriamo nel rispetto di ambiente e risorse. Ma soprattutto andiamo oltre una vuota competizione che presuppone che il benessere di qualcuno vada a discapito di qualcun altro. E invece la parola oggi dovrebbe essere cooperazione: perché attraverso la cooperazione possiamo far sì che il mondo del vino possa essere di riferimento per tutto il mondo dell’agricoltura. Ed è proprio quello che sta avvenendo e che noi ci auguriamo».
«Bisogna ringraziare questo mondo che ci mette sempre la faccia e a cui in un certo senso siamo tutti debitori» ha affermato il giornalista e gastronomo Paolo Pellegrini.
Non poteva mancare una riflessione sul modo di comunicare il vino: «I migliori comunicatori del vino sono gli stessi produttori: del resto quanti vini assomigliano ai vigneron che li hanno creati? Il nostro obiettivo di giornalisti, non è la promozione ma fare cultura», ha ricordato Gar Lerner e il giornalista e wine blogger Luciano Pignataro ha sottolineato: «C’è ancora bisogno di punti di riferimento sicuri e questo dimostra che probabilmente non è necessario puntare alla quantità. Sono i contenuti che contano. Rimane la necessità dei professionisti dell’informazione e di redattori di guide che facciano il loro mestiere con coscienza: perché danno un servizio, verificano le fonti, approfondiscono»
LA GUIDA SLOW WINE 2016
Per segnalare ai lettori le cantine che interpretano al meglio i valori di Slow Food dal punto di vista organolettico, territoriale e ambientale, la guida usa il noto simbolo della Chiocciola; la Bottiglia, invece, indica i produttori capaci di esprimere un’ottima qualità per ciascuna delle etichette presentate, e la Moneta, premia il buon rapporto qualità-prezzo delle bottiglie recensite.
Come nelle edizioni precedenti, inoltre, la redazione segnala i Vini Slow, che oltre a essere ottimi dal punto di vista organolettico riescono a esprimere caratteri legati a territorio, storia e ambiente; i Grandi Vini, eccellenti sotto il profilo organolettico, e i Vini Quotidiani, ottimi anche per il loro prezzo contenuto (non più di 10 euro in enoteca).
Menzionate anche le cantine che offrono ristoro (con una Pentola) e quelle che danno ospitalità per la notte (con una Chiave).
I numeri della guida Slow Wine 2016
1917 cantine recensite
23.000 vini degustati
188 Chiocciole
174 Bottiglie
132 Monete
252 Vini Slow
156 Grandi Vini
246 Vini quotidiani
456 aziende con possibilità di ospitalità e ristoro
704 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini presentandosi con una copia di Slow Wine
Slow Wine 2016, Storie di vita, vigne, vini in Italia
Curatori: Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni
Slow Food Editore
Pagine: 1088
Prezzo: 24 euro


















