Personalmente adoro le Fiere, l’aria di festosa, la confusione, persone di ogni genere e tipo. Sono manifestazioni stancanti, ma al tempo stesso molto stimolanti, il confronto con realtà lontane, con prodotti diversi mettono in moto idee e aprono nuove prospettive o semplicemente stupiscono e divertono. Insomma la Fiera, come il mercato, mi aiuta a ritrovare quello sguardo meravigliato e curioso che risveglia l’entusiasmo.
Il Salone Internazionale del Gusto, quest’anno abbinato a Terra Madre, non è stato da meno, 1000 espositori in arrivo da 100 Paesi, tanti gli stand da tutta Italia che hanno messo in mostra eccellenze e tipicità, molti i visitatori, 220.000 presenze tra professionisti del settore enogastronomico o semplicemente appassionati del buon mangiare.
L’attenzione verso il territorio, il recupero delle stagionalità e delle varietà contro l’omologazione e le logiche commerciali è cresciuta sempre di più e continua a crescere. È sempre più diffuso l’interesse non solo verso la ricetta particolare, ma anche per gli elementi che danno corpo al piatto, verso le storie che stanno dietro ai prodotti e che li hanno fatti resistere ai cambiamenti portandoli fino a noi. In un articolo apparso su Repubblica di giovedì 25 ottobre Carlo Petrini sottolinea l’importanza dei piccoli/grandi cambiamenti riusciti, come i cibi salvati dall’estinzione grazie ai Presidi e continua scrivendo “questi cibi sono connessi ai territori e alla loro sicurezza e salubrità, a micro-economie risanate, a una biodiversità un pochino più florida, a contesti sociali risvegliati e più partecipativi, a prese di coscienza quasi sorprendenti sia tra i cittadini sia tra le istituzioni”. Soprattutto si diffonde sempre di più una consapevolezza alimentare per cui il consumatore è interessato a capire cosa sta mangiando, a cercare e chiedere maggiori informazioni anche sulle modalità produttive. Petrini conclude l’articolo scrivendo: “Sta a noi far sì che mangiare continui a essere l’atto più rivoluzionario (a lento rilascio) che abbiamo quotidianamente alla nostra portata”.




