Se da un lato i viticoltori gioiscono per le alte temperature, possibile preludio a un’ottima vendemmia, dall’altro la grande afa che caratterizza le prime settimane dell’estate 2016 sta creando problemi soprattutto per mucche e maiali. Coldiretti Lombardia ha annunciato che nelle stalle della Pianura Padana sono entrati in azione ventilatori, getti di acqua nebulizzata e alimentazione estiva apposita per far fronte allo stress da caldo sofferto da bovini e suini.
“Da ormai diversi giorni – spiega l’allevatore Riccardo Lucini Paioni, 140 mucche ad Acquanegra, nel cremonese – abbiamo accesso ventilatori, doccette e cambiato l’alimentazione delle nostre mucche con razioni più fresche a base di frumento, ma con questo caldo c’è poco da fare, la produzione di latte è calata fra il 15 e il 20%“.
“Da una decina di giorni – conferma Pierangelo Banfi, allevatore di Parabiago, in provincia di Milano – le mie mucche stanno facendo il 15% di latte in meno. In pratica da quando è scoppiato il caldo mangiano molto meno, bevono tanta acqua e sono stressate dall’afa“.
Coldiretti, sulla base dei dati dell’Osservatorio agroclimatico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha annunciato un calo della produzione di latte del 15% in meno rispetto alle condizioni climatiche normali. Si parla quindi di emergenza produttiva in molte aree d’Italia, con rischi elevati di mortalità sulla base del Thi (Temperature Humidity Index). Al calo delle produzioni di latte si aggiunge anche un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo.
A soffrire sono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime mentre le api, considerate un indicatore dello stato di salute della natura, per il caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline. A rischio è così anche la produzione di miele. Infine, Coldiretti segnala difficoltà anche nei pollai dove si è sta registrando un calo fra il 5 al 10 per cento nella deposizione delle uova.




