Berebianco 2026, l’evento firmato Cucina & Vini, ha riunito a Roma il meglio della produzione nazionale, confermando la capacità delle nostre regioni di esprimere bianchi di qualità.
Premiati

Collio D.O.C. Sauvignon Ronco delle Mele ’24 Venica
Frascati Superiore Riserva D.O.C.G. Luna Mater ’19 Fontana Candida
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore D.O.C. ’23 Tenuta di Tavignano
Premio Berebianco 2026 eleganza sensoriale
Alto Adige Bianco Riserva D.O.C. LR ’19 Cantina Colterenzio
“Due aspetti sono da sottolineare – commenta Francesco D’Agostino -. Da un lato la grande presenza di giovani tra i venti e i venticinque anni nello spazio dedicato alla degustazione libera. L’hotel è in una posizione che intercetta il movimento giovanile del sabato sera e vedere ragazzi e ragazze felici di confrontarsi con il vino di alta qualità conferma quanto il nostro lavoro di divulgatori sia più che mai necessario per portare l’informazione a una generazione che non ha fruito degli insegnamenti familiari sul vino italiano, come invece le precedenti. Dall’altro la presenza di pubblico molto vicino ai trent’anni nelle masterclass che finalmente hanno abbattuto un’altra barriera. Insomma un evento in grado di coinvolgere tutti con dei vini veramente importanti, lontani dai bianchi semplici da consumare squisitamente nell’annata. Siamo veramente molto soddisfatti di essere riusciti ad andare oltre i nostri obiettivi”.
Spazio ai vignaioli eroici, custodi di vigne fino a 800 metri, dove la raccolta è rigorosamente manuale. Tra questi spicca l’Abbazia di Novacella, che produce vino dal 1142, e la valdostana Les Crêtes, interprete di vitigni di montagna.
Segnaliamo dalla Sardegna il Vermentino di Gallura D.O.C.G. Saraja.
Il Lazio, regione ospitante, ha confermato la sua crescita con le Tenute di Fiorano e, dalla Tuscia, Vigne del Patrimonio segnando un panorama in piena evoluzione.
silviabarbieri@carlozucchetti.it






