Le Botteghe del mondo. Mani unite, fagioli allegri e cacao.

fagioli

Probabilmente non tutti sanno che a Viterbo esiste una delle 300 Botteghe del Mondo sparse in tutta Italia. E’ gestita dall’associazione Mani Unite, costituita da circa 20 volontari che vanno dai 30 agli 80 anni, che da oltre 20 anni, in modo del tutto gratuito, con generosità e altruismo, si dedicano a questo progetto. Oggi, all’interno della Bottega del Mondo, ho incontrato Umberto Cinalli, mio amico di vecchia data, che riveste il ruolo di vicepresidente. Umberto mi riassume in breve la storia e i valori che animano il Consorzio. 20150831_180302 Il Fair Trade, o Commercio equo e solidale, nasce dalla volontà di rafforzare i legami e l’integrazione tra produttori e consumatori, con uno spirito di mutualità, solidarietà e tutela sia degli uni che degli altri, dettando essi stessi e le regole del mercato. Le prime attività di importazione avvengono in America, con tessuti e altri prodotti artigianali. Verso la fine degli anni ’60, il commercio Equo viene introdotto in Europa e, oltre ai prodotti artigianali, si iniziano ad introdurre anche prodotti alimentari, in particolare zucchero di canna grezzo integrale e, in seguito, caffè. Intorno agli anni ’70 avviene una svolta: le Botteghe non si costituiscono più solo come punti vendita, ma anche come associazioni attive nella diffusione dei principi che animano il Commercio Equo e di una nuova consapevolezza nei consumatori. Il messaggio principale é quello di non avere con il Sud del Mondo un atteggiamento assistenzialistico, ma di favorire rapporti commerciali e relazioni economiche, non donare denaro, ma creare lavoro. Lo slogan è “Commercio, non aiuto”. Diventa quindi importante stabilire l’equità del prezzo deciso non sulle basi di domada-offerta, ma sulle basi di sussistenza e di miglioramento della vita dei produttori.20150831_180222

In seguito, si iniziano ad importare altri prodotti alimentari aprendo il commercio anche ai negozi dei prodotti biologici e supermercati. Il consorzio Altro Mercato, oltre che importare e proporre i prodotti, svolge campagne di informazione e sensibilizzazione tra Nord e Sud del Mondo e sulla produzione sostenibile, si occupa anche di finanza solidale, microcredito, turismo responsabile e altre attività volte allo sviluppo di situazioni di marginalizzazione economica e sociale, si occupa di valorizzare colture locali dimenticate, finanziare l’auto sviluppo e moltissimi altri progetti. Naturalmente il commercio non avviene soltanto con paesi in via di sviluppo, ma anche con realtà locali che hanno bisogno di aiuto, come ad esempio le cooperative sociali, le produzioni che vengono dalle terre confiscate alla mafia e dagli istituti penitenziari.

Tra le varie attività dei punti vendita, periodicamente si fanno anche incontri con alcuni produttori. Racconta sempre Umberto di quando un giorno un rappresentante dei produttori del Cacao el Ceibo, dalla Bolivia, venuto ad incontrare il gruppo di Viterbo, narra di come, dopo venti anni di coltivazione e commercializzazione all’interno della rete del Commercio Equo e Solidale, i contadini abbiano alzato il loro tenore di vita e permesso ai loro figli di studiare, fino ad arrivare al punto, oggi, da avere difficoltà a reperire mano d’opera.

Adesso, all’interno delle Botteghe Altromercato si possono trovare oggetti artigianali, stoffe, abiti, cosmetici non testati su animali e prodotti alimentari che, oltre a garantire un giusto salario e sussistenza ai produttori, rassicurano anche il consumatore, tracciando la storia del prodotto, così che chi acquista non ha soltanto la garanzia della massima qualità, e della sostenibilità, ma è anche sicuro che non siano stati sfruttati bambini, che i lavoratori hanno avuto un giusto salario e quindi è stata rispettata la loro dignità. Negli ultimi tempi, vista la sempre maggiore richiesta, i vari fornitori hanno stilato degli elenchi di prodotti adatti ai vegani, persone generalmente attente anche all’etica e al rispetto dell’ambiente. Tanti cereali bio, molte varietà di legumi e di riso, erbe e tisane, spezie, cacao, cioccolata, alcolici, frutta secca e molti altri prodotti. Girando tra gli scaffali trovo il riso Venere, quello nero che è molto ricco di calcio, ferro e vitamine. Poi trovo i Fagioli Allegri dall’Equador, mi incuriosiscono e non li ho mai assaggiati, poi vorrei proprio provare questo Cacao el Ceibo visto anche che il cacao è un super antiossidante. Con questi tre ingredienti stasera ho provato una ricetta che adesso vi scrivo. Naturalmente senza glutine, senza sfruttamento animale e questa volta anche equa e solidale.20150831_180531

Fagioli allegri al cacao

Ingredienti per 4 persone

200 g di riso venere

250 g di fagioli allegri

100 g di trito di carota, sedano e cipolla

Due carote

Un pizzico di prezzemolo tritato

Due cucchiai di Cacao el Ceibo

Olio extravergine di oliva

Sale, peperoncino.

Mettere a mollo per una notte i fagioli in acqua. In un tegame fate soffriggere il trito di carota, sedano e cipolla e un pizzico di peperoncino, aggiungete i fagioli e fate cuocere a fuoco lento. Lessate le due carote, tagliatele a cubetti e tenetele da parte. Lessate il riso venere in acqua e sale e scolatelo, conditelo con un filo di olio e mezzo cucchiaio di cacao. Quando i fagioli sono cotti passateli con un frullatore ad immersione aggiustate di sale e unite un cucchiaio di cacao. Versate la crema di fagioli calda nei piatti, mettete al centro il riso. Decorate con i cubetti di carota e il prezzemolo tritato. Condite con un filo di olio extravergine di oliva e spolverate con il rimanente cacao.

Mangiare è anche un gesto ecologico e politico.

Il nostro modo di alimentarci determina in larga misura l’uso che facciamo del mondo,

e ciò che sarà di lui.

 Michael Pollan

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