Terre di Toscana, Lido di Camaiore, marzo 2026. 
Una delle manifestazioni del vino più interessanti e divertenti. Perché non soffre di gigantismo. Dell’ansia da numeri strabilianti. Non fraintendiamoci i numeri ci sono, 139 cantine non sono poche, ma due giorni consentono di assaggiare, scambiare due chiacchiere, farsi un’idea. E poi ci sono tanti amici da salutare, le cene, i confronti e l’aria di mare. E c’è anche il tempo per fare due passi.
Per evitare lo strappo del ritorno, da qualche anno si prolunga il “bighellonaggio” enoico andando a visitare un’azienda dei dintorni conosciuta tra i banchi della manifestazione.
Quest’anno è stata la volta de La Fralluca.
Quella con le etichette che sanno di felicità e il logo fresco dalle linee sottili che compongono il nome come scritto a mano.
Seguiamo l’Aurelia e l’azzurro del mare che si insinua tra la vegetazione e a tratti sovrasta il grigio dell’asfalto. Deviamo per Suvereto con le sue pianure calde e marittime che generano vini muscolari e potenti e saliamo verso la collina. La strada bianca è punteggiata di cipressi, fusti slanciati e impettiti che controllano la via. Un’immagine bella della Toscana, ma scolorita e un po’ consunta dall’uso, che trova un vigore nuovo e vivace appena raggiungiamo la cima. L’aria si carica di luce e di energia, ravviva le colline sassose e calcaree dove il vino diventa leggero e incisivo come il vento che qui “passa e racconta le storie del mondo” direbbe Debussy. Siamo in Val di Cornia, località Barbiconi, di fronte a Monteverdi Marittimo a 150 m s.l.m. quanto basta per avere una posizione dominante da cui godere di una vista aperta che guarda a nord e a est alle colline metallifere fino alle Cornate di Gerfalco e a sud arriva fino a Scarlino.
Francesca Bellini e Luca Recine, lei pisana lui milanese, ci accolgono con un sorriso e l’abbaiare festoso dei cani.
La Fralluca, acronimo dei loro nomi, è nata dal desiderio di lasciare Milano, altre professioni e la frenetica vita urbana per fondare un’azienda viticola. Quando sono arrivati qui nel 2005 il podere era in uno stato di abbandono, il piccolo oliveto scompariva sotto la vegetazione esuberante insieme ai quaranta ettari di boschi e incolto, il casale era un rudere da recuperare. Nonostante tutto, il loro sguardo era andato oltre. Era riuscito a cogliere le sfumature di luce tra il verde dell’erba, le marne calcaree di alberese, il calcio, il magnesio del terreno, aveva visto la carezza sbarazzina del vento tra le foglie delle querce, dei cisti e dei ligustri, aveva percepito la vertigine della natura in quel susseguirsi sconfinato di boschi e pascoli. Ed era corso sulla linea dolce e movimentata delle colline e di un progetto.
Nasce così La Fralluca.

Luca parla con entusiasmo, ripercorre il periodo milanese, il desiderio crescente e condiviso con Francesca di intraprendere un percorso diverso. Snocciola con un sorriso gli aneddoti di una vita ormai lontana, consapevole e convinto di quello che hanno costruito.
La sala degustazione è semplice e confortevole, racconta di un’ospitalità gentile e autentica.
Ci spostiamo in vigna prima degli assaggi.
Siamo un’allegra brigata, attenta e curiosa di perderci tra parole e filari. C’è chi è più interessato al paesaggio e alla storia dell’azienda come me, chi come Carlo Zucchetti alla pedologia e alle scelte di vigna, chi come Pasquale Pace, Il Gourmet Errante, a capire l’evoluzione dei vini e chi come Gabriella Teglia e Massimo Abbate, da veri appassionati, a godersi appieno la visita. Luca e Francesca ci mostrano la differenza dei terreni e delle esposizioni che hanno determinato le scelte dei vitigni grazie anche alla consulenza di Federico Curtaz. Ci indicano le essenze e le pietre che caratterizzano i suoli.

Ascoltiamo Francesca che ci parla delle visite in cantina e del progetto di degustazioni a cm0, fatte nei pressi del vigneto di cui si beve il vino. Hanno preparato per questo delle panchine. L’aria è piacevole e piena di luce.
Scendiamo in cantina. È stata ricavata nella collina per ridurre l’impatto ambientale, sul muro, all’ingresso c’è un riassunto per immagini de La Fralluca, foto, con momenti di vita in vigna e in cantina, la fatica dopo una giornata di lavoro, il sorriso dei figli piccoli, i disegni delle
etichette. Si scelgono i vini da degustare e Luca dimostra tutta la sua pazienza arrampicandosi per recuperare una bottiglia di Vermentino Val di Cornia D.O.C. Filemone ’11.
Rientriamo per gli assaggi, sulla tavola pane, focaccia e i salumi della Macelleria Agricola Patrone di Venturina a sottolineare una volta in più l’attenzione e la vocazione conviviale di questa azienda. Il progetto enologico de La Fralluca si svela attraverso i vini che evocano nei nomi figure mitologiche mutate in piante. L’estetica delle etichette pulita e contemporanea rimanda a un’idea produttiva che punta alla sottrazione.
Nei calici c’è una precisa idea di bianco, quella che ha ispirato l’avvio del progetto. Ne è uno splendido esempio il Vermentino Val di Cornia D.O.C. Filemone ’11. Si presenta con un carattere tagliente e dinamico, non si perde in barocchismi o ridondanze aromatiche per abbracciare un profilo verticale e di grande vitalità. Nonostante o, meglio, grazie ai quindici anni di evoluzione, il sorso resta teso, vibrante e sostenuto da una bella spalla acida.
Seguono Vermentino I.G.T. Costa Toscana Filemone ’15 e ‘24, Vermentino I.G.T. Costa Toscana Elice ’16 e ’23, Viognier I.G.T. Costa Toscana Bauci ’15 e ’24, Isyrose I.G.T. Costa Toscana rosato ’22, Fillide I.G.T. Costa Toscana rosso ’20, Suvereto D.O.C.G. Sangiovese Ciparisso ’20, Syrah I.G.T. Costa Toscana Pitis ’16 e ’20, Cabernet Franc Costa Toscana I.G.T. ’16 e ’20.

Si conclude con l’Alicante Bousquet I.G.T. Costa Toscana Leonis, l’unico vino che si allontana nel nome dai rifermenti mitologici, è un richiamo al figlio Leonardo che ne ha disegnato l’intrigante etichetta.
Il progetto La Fralluca mostra un percorso e un’idea che, soprattutto con il Vermentino, ha trovato la sua espressione originale e definita.
La Fralluca
Loc. Barbiconi, 153
57028 Suvereto (LI)
+39 331 3154353
+39 0565 829076
info@lafralluca.com
www.lafralluca.com





