Tornando sulla strada provinciale, dopo aver visitato l’azienda agricola Cristina Menicocci a Fabrica di Roma, ho provato la stessa sensazione che mi è capitata di sentire a volte scendendo da un aereo dopo un lungo viaggio in terre lontane.
Parlare a lungo con Claudio (papà di Cristina) è stato un vortice di emozioni, colori e odori. Perché lui non ti fa assaggiare i prodotti, ma ti fa annusare la terra e, con i suoi racconti, ti porta a piedi pari in una realtà che pare una favola.

La loro terra è un’oasi dove c’è un posto per tutti, uomini, animali e piante. La biodiversità impera: erbe, fiori, insetti, tutto pullula di vita. Lui stesso, nel suo ambiente, non è altro che un anello nella catena dell’esistenza.
Sono andata per discutere di agricoltura, ma ci siamo ritrovati a parlare dell’universo, della vita e dell’equilibrio. Lui, secondo me, più che un contadino, è il custode della terra, controlla e raccoglie quello che la natura gli dà.
Non è importante il fine, ma il metodo. Non importa la meta, ma il viaggio.
Cristina, sua figlia e titolare dell’azienda, c’è saltuariamente, studia all’università, ma è lei ad aver impostato tutto il metodo. Claudio racconta che in tutto questo “la figlia”, come unione di due entità, è il primo elemento che lo mette in contatto con il ciclo della natura. Subito dopo vengono il cibo e l’aria che respiriamo. Tutto concorre a un equilibrio, oggi siamo uomini, domani aria, terra, vegetali o chissà cosa.
Nell’azienda ci sono asini, capre, vacche, cani, gatti, api che vivono liberi, moriranno di vecchiaia e i loro prodotti non vengono prelevati. Claudio dice che questo non è un lavoro ma una scelta di vita, bella se fatta per amore, altrimenti una prigione.
Ci tiene a sottolineare che la loro azienda è vegana non solo di prodotto ma di filiera, cioè durante il corso dell’anno, tutte le loro azioni sono volte a non provocare sofferenza o sfruttamento animale, dai fertilizzanti fino al confezionamento del prodotto, naturalmente nel limite del possibile.

Anche nella scelta dei metodi di vendita del prodotto finale l’azienda segue un’etica specifica, non usano l’e-commerce, ci tengono al contatto personale, il loro fiore all’occhiello sono i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), fanno consegne porta a porta per favorire il km0.
Hanno scelto di applicare l’agricoltura biodinamica perché così, come non è etico l’allevamento intensivo di animali, non lo è nemmeno l’agricoltura intensiva.
Il valore primario di un prodotto è la salubrità, la genuinità, il contenuto nutrizionale, l’energia di cui esso è ricco.
Cristina Menicocci ha ottenuto moltissime certificazioni nell’ambito del biologico, biodinamico, vegano, qualità e lavoro, nazionali e internazionali.
Anche la storia della terra dove si trova l’azienda concorre a crearne la magia, terra Falisca, di popoli antichi che molto ci hanno tramandato della loro cultura e tradizioni. La loro influenza traspare anche dai nomi che hanno scelto per i loro vini: Rhesan I.G.P. Lazio bianco (Trebbiano) Stafilo I.G.P. Lazio rosso (Sangiovese), Stamnos I.G.P. Lazio rosso (Merlot). Producono inoltre grappa bianca e invecchiata, distillata a vapore in piccole caldaie di rame e nocciole crude totalmente naturali.
L’Azienda Agricola Biodinamica Cristina Menicocci è “naturale” dal 1986 e vegana in filiera dal 2007.
Con il vino Stamnos I.G.P. Lazio rosso ho già cucinato il Risotto ubriaco. Oggi con la grappa e le nocciole farò dei Nocciolatini, ottimi da mangiare tra una chiacchiera e l’altra con gli amici o anche in sana solitudine, magari con un bicchierino di grappa vegana.
In questi dolcetti lo zucchero è sostituito dai datteri, il latte dalla grappa e il burro dall’avocado. Anche questa ricetta è priva di glutine, senza prodotti di derivazione animale, più sana, ma non per questo meno buona o meno ghiotta. Provare per credere.
NOCCIOLATINI ALLA GRAPPA
Ingredienti per circa 45 palline, dipende dalla grandezza.
200 g di cioccolato fondente al 70%, biologico
100 g di grappa vegana Cristina Menicocci
60 g di polpa di avocado
60 g di datteri non trattati denocciolati (quelli trattati in superficie a volte contengono glutine.)
150 g circa di nocciole al naturale Cristina Menicocci.
Sminuzzate i datteri denocciolati e metteteli a bagno nella grappa per 10 minuti circa.
Fate tostare le nocciole per qualche minuto nel forno. Togliete la pellicina che viene via, lasciatene circa 45 intere quindi riducete le altre in granella.
Mettete il cioccolato in un mixer e tritatelo. Versate la grappa con i datteri in un pentolino e scaldateli bene senza farli bollire. Versate sul cioccolato e frullate il tutto finché otterrete una crema omogenea. Lasciate intiepidire quindi unite la polpa di avocado e frullate di nuovo. Unite la metà della granella di nocciole tostate circa 50 g. Versate il composto in una teglia rivestita di carta da forno e mettete in frigo finché indurisce. Ci vogliono circa due ore ma dipende dalla temperatura del frigo e dallo spessore. Potete lasciarla anche tutta la notte. Preparate dei pirottini piccoli. Mettete in un piatto la granella rimasta. Con le mani formate delle palline, inserite all’interno una nocciola intera e richiudete. Se l’impasto risulta duro si scalderà tenendolo qualche secondo in più nelle mani. Passate la pallina nella granella e quindi mettetela nei pirottini. Continuate così finché avrete finito l’impasto.
“Vi è un incanto nei boschi senza sentiero,
vi è un asilo dove nessun importuno penetra
in riva alle acque del mare profondo, e vi
è un’armonia nel frangersi delle onde.
Non amo meno gli uomini, ma più la natura…”.
Lord Byron





