Pietra bianca, increspata su cui si aggrappa con disperata ostinazione una vegetazione bassa dai colori brillanti che scopre il mare. Le falesie della Sistiana che porta a Trieste frastagliano la costa. È il Carso. Lasciamo alle nostre spalle l’Adriatico e saliamo verso il Collio. Costeggiamo per un breve tratto il corso dell’Isonzo.
In questo momento è difficile pensare alle lacerazioni della Grande Guerra quando da qui Stuparich guardava alla valle “illuminata dai razzi e riecheggiante ogni sorta di rumori, dal crepitio dei fucili alle grida umane: laggiù si combatte; dall’altra parte, vicino a noi, si stende la pietraia e si levano i massi rocciosi, rischiarati di tanto in tanto dai lampi delle esplosioni, tempestati dalle pallottole che sprizzano tutt’intorno scintille: nell’aria scoppiano i globi rossi degli shrapnels”. La natura ha coperto tutto lasciando agli uomini il compito di ricordare. Oggi le viti allineate si alternano a pianure coltivate, vengono interrotte da boschi di roverella, tiglio, robinia e acero bianco, e dalle coltivazioni di ciliegi. Le linee delle colline sono come un mare molto mosso, ma senza echi di tempesta. Intorno le Alpi Giulie si impennano a toccare il cielo. Qui la viticoltura ha radici profonde che arrivano addirittura all’epoca preromana, si infiltrano nel Medioevo fino ad arrivare a far parlare di sé alla mensa di Carlo V. Poi la Grande Guerra ha dilaniato queste terre di frontiera, riducendo le case a “qualche brandello di muro” e straziando campagne e vigneti. Dopo la desolazione della distruzione, c’è stato il momento della ricostruzione e la vite è tornata ad abitare questi luoghi, a riappropriarsene in nuovi impianti specializzati.

Sulla collina più alta di questa mezzaluna di confine che è il Collio, tra San Floriano e Oslavia, si trova l’azienda Il Carpino di Anna e Franco Sosol. L’etichetta nasce nel 1987, ma la coltivazione risale agli anni ’70 quando Silvano, il padre di Anna, lascia la sua attività di commerciante ortofrutticolo, acquista qualche ettaro di terra e inizia a vinificare. All’inizio commercializza solo vino sfuso. “Io facevo l’elettrauto e lo aiutavo quando potevo. Pian piano il lavoro in vigna ha iniziato ad appassionarmi, sempre di più, fino a decidere di lasciare il mio lavoro per dedicarmi a tempo pieno alla viticoltura e così abbiamo dato vita al Carpino come etichetta”. Franco Sosol mi parla degli inizi della cantina mentre camminiamo sulla parte più alta del vigneto. Davanti a noi il monte Sabotino con il suo manto verde. “Abbiamo acquistato altri appezzamenti fino ad arrivare ai 17 ettari attuali, di cui 15 sono di proprietà e 2 in affitto, suddivisi in 9 ettari in zona DOC Collio, e 8 in pianura, in zona DOC Isonzo.” Scendendo verso la cantina, Franco mi indica il suolo e prende un piccolo masso grigio dalle striature rossastre. Dietro una leggera pressione delle mani si sbriciola, all’interno ci sono minuscoli fossili: “Vedi, questo è quello che rende i nostri vini unici. Si chiama ponca ed è un composto di marne ed arenarie stratificate di origine oceanica. È il nutrimento delle nostre viti, da qui traggono il loro apporto di minerali che si trasferisce poi al vino donandogli quella particolare sapidità. ”
E poi c’è il clima. Altro elemento fondamentale per le viti. Dal Monte Sabotino viene una ventilazione costante, le montagne a nord con le loro spalle alte e larghe offrono protezione e l’Adriatico addolcisce il clima con la sua brezza marina, salmastra e calda e una buona escursione termica a completare il tutto. “La nostra è un’azienda famigliare, io mi occupo dei vigneti, Anna della parte commericiale e amministrativa e ora sono in vigna anche i nostri figli Naike e Manuel.
Questo ci consente un’attenta e costante supervisione su ogni fase del processo che va dal grappolo alla bottiglia. Abbiamo deciso di abolire l’uso di prodotti chimici, e usare solo prodotti a base biologica. Le lavorazioni del terreno sono poco invasive e prestiamo molta attenzione alla potatura. In cantina ho eliminato l’uso di enzimi e ridotto al minimo necessario i solfiti. Dedico grande cura al lavoro in vigna e al mantenimento della salubrità dei vigneti. Vogliamo che i nostri vini possano esprimere la bellezza e le particolarità di questo territorio per questo cerchiamo di preservarne la naturale fertilità e identità ”.
Il Carpino ha fatto parlare di sé in particolare per una bella sfida vinta, quella di fare un ottimo rosso in una zona da sempre vocata ai grandi bianchi. Complice dell’operazione Roberto Cipresso, noto enologo di Montalcino. “Il Rubrum è stato il nostro lasciapassare nel mondo enoico, così siamo stati conosciuti e apprezzati. Era il 1999. Avevamo sentito parlare di Roberto Cipresso, ne avevamo letto e abbiamo voluto conoscerlo ed è nata una collaborazione durata due anni. Ci ha aiutato a impostare il lavoro, dandoci indicazioni e consigli preziosi. In questo clima è nato il Rubrum, 100% Merlot frutto di diradamenti drastici, grande lavoro in vigna e della scelta di vinificare solo le annate migliori.
E sono arrivati i Tre bicchieri del Gambero Rosso. Continuo a dire che il Friuli è terra di grandi vini bianchi, ma è stata la testardaggine a voler sperimentare i nostri terreni anche su un grande rosso”. Sorride. L’azzurro degli occhi si accende di orgoglio per un impresa decisamente riuscita. Poi continua “ Con Roberto è nato un bel rapporto di amicizia. Siamo stati suoi ospiti in Argentina, abbiamo visitato la sua azienda e Naike, nostra figlia, ha potuto prendere parte alla vendemmia portando a casa un’esperienza professionale e personale entusiasmante”. La produzione totale dell’azienda oggi è 80.000 bottiglie suddivise nelle due linee: 60.000 per la linea Vigna Runc a cui appartengono vini freschi, di pronta beva che fanno solo acciaio, provenienti da vigneti giovani e 20.000 bottiglie per Il Carpino selezione che comprende vini ottenuti da vigneti selezionati e che vedono l’uso di botti di legno francese e di legno grande (rovere della Slavonia) con macerazioni di quattro o più giorni sulle bucce anche sui vini bianchi. Intanto siamo scesi nella sala degustazione.
C’è movimento, amici della comunità slovena che passano per un saluto e un bicchiere, qualcuno che compra delle bottiglie e un gruppo che ha prenotato una degustazione. Due di loro vengono dalla Sicilia, gli altri sono di Pordenone e Trieste. Anna e Franco spiegano i vini con la delicatezza e l’amore con cui si parla di un figlio. Una dolce malinconia accomuna i loro sguardi in cui è facile perdersi sentendosi avvolti come dentro una coperta morbida quando fuori c’è vento. La garbata gentilezza dell’accoglienza con lo scorrere dei racconti diventa sempre più calda, si trasfroma e trasforma il gruppo in compagnia. Sul tavolo sfilano le bottiglie e arriva uno chardonnay del 1994. Insieme al Sauvignon, lo chardonnay si può considerare un vitigno autoctono della zona tanto è radicato e così ben adattato sul territorio. Poi è la volta dei vitigni storici, quelli che raccontano il Collio partendo da lontano, si perdono nel tempo e nel tempo si sono alimentati di queste terre, della loro mineralità, ne hanno tratto un carattere sapido e dei tratti inconfondibili: la Ribolla Gialla, la Malvasia e il tocai friulano dell’Exordium, nome che celebra l’entrata in azienda di Naike e Manuel e la produzione del tocai. Nel calice intanto scende il liquido ramato del Vis Uvae, il Pinot grigio che rimane per una settimana sulle bucce. C’è un clima piacevolmente rumoroso alimentato dalla cortesia autentica e spontanea di Anna e Franco. Sul Tavolo compare un prosciutto cotto fatto da Anna che consiglia di assaggiarlo alla friulana con una grattugiata di cren (la radice di rafano).
IL CARPINO
Località Sovenza 14/A
34070 SAN FLORIANO DEL COLLIO
GORIZIA (ITALY)
Tel. +39 0481 884097
Fax +39 0481 884205
Franco Sosol +39 338 9314024
Anna Sosol +39 340 8320020
Per una visita in cantina www.ilcarpino.com/visita-in-cantina/
I Vini
Le Selezioni
Bianchi:
Collio D.O.C. Chardonnay
Collio D.O.C. Exordium (Tocai Friulano)
Collio D.O.C. Malvasia
Collio D.O.C. Ribolla Gialla
Collio D.O.C. Sauvignon
Collio D.O.C. Vis Uvae (Pinot Grigio)
Rossi:
Collio D.O.C. Cabernet Sauvignon
Friuli Isonzo Rosso(Merlot, Cabernet Sauvignon)
Friuli Isonzo D.O.C. Rubrum (Merlot)
Vigna Runc
Bianchi:
Collio D.O.C. Bianco (Malvasia, Sauvignon, Traminer)
Collio D.O.C. Chardonnay
Collio D.O.C. Malvasia
Collio D.O.C. Ribolla Gialla
Collio D.O.C. Sauvignon
Collio D.O.C. Pinot Grigio
Friuli Isonzo D.O.C. Friulano
Rossi:
Friuli Isonzo D.O.C. Merlot




















