B come Bernini oppure come brodo

Manuale onirico di sopravvivenza dalla A alla Z di zuppa.

Chissà come siamo finite quassù – Penso, mentre guardo i miei piedi scomparire in una nuvola di vapore.

– Ora sì che sono una chef tascabile! – Ridacchia Iside mentre si sistema il grembiule. Dall’ultima volta che ci siamo viste non è cambiato nulla. Siamo ancora di dimensioni ridotte.

Seduta con i piedi ciondoloni su questa mensola di acciaio, inizio in maniera naturale a oscillare le gambe. Sale al naso un effluvio di ricordi bambini e di tepore domestico. Vedo sotto di me una distesa di liquido dorato lievemente mosso dal calore. Pare di essere sopra il cratere fumante di un vulcano. Il bollore delicato rimescola grandi corpi affioranti dai colori pallidi, slavati. I toni vividi delle verdure sembrano essersi sublimati in aromi che si intrecciano e si amalgamano in quella splendida preparazione a cui Artusi ha dedicato l’inizio del suo ricettario.

–Il brodo! – esclamo con entusiasmo. Poi anticipando Iside  – i tuoi “Tortellini in brodo progressivo”!

– Mi piace il tifo da stadio applicato a uno dei miei piatti, replica Iside ridendo.

Iside brodo– Un’esperienza indimenticabile! Una progressione gustativa che diventa tensione e spinge la ricetta al di là della linea della  tradizione in un crescendo dinamico di sensazioni.  –Azzardo facendomi prendere dalla passione.– E nella libertà di un percorso  che muta a fa mutare il brodo indirizzandolo verso le note affumicate o più legnose e aromatiche della liquirizia.

– Ma questo è tipico del nostro scultore! – Una voce bassa, maschile penetra tra i vapori che nascondono i tratti di questa figura.

–E adesso questo chi è? Mi chiede Iside sommessamente, con fare cospirativo per non offendere l’ospite. Poi volgendosi in direzione della voce

–  Scultore? No, scusi stiamo parlando di un piatto – dice Iside garbata – Un mio piatto. I “Tortellini in brodo progressivo”. Anche se…

– Mi vuol dire che non c’entra niente il  Cavalier Bernini Gian Lorenzo? – Chiede, con tono scaltro, la voce

–  Beh! Se proprio devo dirla tutta – replica Iside tra stupore e compiacimento– in effetti qualcosa c’entra

–  Lo dicevo! Dunque, stavo parlando… ah sì di Bernini, Apollo e Dafne. Un capolavoro, tra l’altro realizzato daMuseo_borghese,_stanza_dell'apollo_dafne,_g.l._bernini,_apollo_e_dafne,_1624,_08 giovane… il tentativo di far uscire la scultura dalla linea chiusa della statua e simulare il movimento in divenire, lo slancio dell’abbraccio predatore. Una composizione tensiva espressa con drammaticità teatrale. Quindi per sintetizzare: trasformazione, movimento e slancio. Una metamorfosi che è anche quella non concettuale di Dafne, colta nel primo mutamento, quando le dita già sono foglie e le sue gambe si confondono con il corpo unico del tronco di alloro.

– Perfetto. È proprio questa la  suggestione da cui sono partita quando ho pensato il piatto. La trasformazione del brodo tramite la gelatina affumicata a simulare l’inizio di un cambiamento e poi la liquirizia, per sottolineare proprio la  metamorfosi, una linea  gustativa che diventa movimento e acquisisce tensione. A questo si aggiunge il tortellino che racchiude la carnalità e la sensualità delle sculture berniniane.

–  Ma dov’è finito? Professore… signore… non so come chiamarlo, non lo sento più. – Iside si guarda intorno cercando non sa neanche bene cosa o chi e tende l’orecchio.

– Ho come la sensazione che fosse una voce conosciuta… – rifletto  mentre mi avvicino al piatto – mi sembrava proprio quella di unIMG_9176 amico, critico e storico dell’arte, ma forse mi sbaglio, in ogni caso è svanito nel vapore.

– Peccato – aggiunge Iside delusa– avrei voluto invitarlo al ristorante, appena torneremo di dimensioni normali!  Gli volevo dire che può venire quando vuole perché è un piatto sempre in carta. Ho elaborato, infatti, una versione estiva che sono i cappelletti al burro di nocciola. Ho impiegato un anno per metterli a punto, ma ne è valsa la pena!

–  A proposito i tortellini? – chiedo. Poi considerando le attuali proporzioni rifletto – Peccato, quelli non riuscirò mai mangiarli! ma il brodo, quello sì, mi ci posso tuffare!
Splash

Appena finita la preghiera, un pesante torpore le invade
le  membra, il petto si fascia di una fibra sottile,
i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami;
i piedi già  così veloci aderiscono a radici immobili,
il volto è invaso da una  cima, rimane soltanto
lo splendore di un tempo. Anche così Apollo l’ama e, poggiata
la destra sul tronco,sente ancora trepidare il petto
sotto la nuova corteccia,  e abbraccia  i rami come un fossero membra,
bacia il legno, e il legno rifiuta i baci.
(Ovidio, Le Metamorfosi)

Questa è la non-ricetta del martedì
per cui non stupitevi se la narrazione termina qui
il racconto deve stimolare l’acquolina 
per tornare appena possibile a mangiare a La Parolina

Iside De Cesare

 

 

 

 

 

 

laparolina-logoRistorante La Parolina
di Iside De Cesare e Romano Gordini
1 stella Michelin miniatura

 

Via Giacomo Leopardi, 1
01021 Trevinano, Acquapendente (VT)
Tel. 0763 717130
www.laparolina.it

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Iside e fra

 

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