Castagnole delle Lanze, piccolo comune con meno di quattromila abitanti in provincia di Asti, sta ottenendo successo e notorietà internazionale grazie al progetto Adotta un filare nelle Lanze. L’idea è nata nel 2010 e oggi conta 7500 aderenti in tutta Italia e in gran parte d’Europa. “Si tratta di un’iniziativa del Comune di Castagnole delle Lanze – spiega il sindaco Calogero Mancuso – avviata sei anni fa per promuovere il nostro Barbera, i produttori locali e tutto il territorio. Abbiamo fidelizzato i nostri ‘adottanti’, che sono circa 1300-1400 ogni anno e che oggi hanno superato quota 7500″.
Come funziona questa particolare “adozione”? Per “adottare” un filare nelle Lanze è necessario versare 100 euro annui al comune piemontese, con il quale viene stipulato un vero e proprio certificato di adozione. Questi soldi vengono utilizzati per l’acquisto di uva dai produttori che hanno aderito all’iniziativa. Una volta prodotto il vino, si ha diritto a 12 bottiglie personalizzate e una fidelity card per acquisti di prodotti o pernottamenti in hotel della zona a prezzi agevolati. I consumatori possono ritirare il loro vino a partire dal primo weekend di maggio, in occasione della festa del Barbera.
La personalizzazione delle bottiglie consente a ogni “adottante” di dedicare la bottiglia a chi vuole, facendo scrivere sul retro dell’etichetta il nome di un parente, un familiare, un amico o altro. L’iniziativa di Castagnole delle Lanze è un’altra espressione di un fenomeno sempre più diffuso, quello delle adozioni alimentari, che incentivano il passaggio dal produttore al consumatore in maniera facile e conveniente per entrambi.




