Il fenomeno delle “adozioni alimentari”: in Italia oltre 100 mila

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Dal produttore al consumatore: con il web è più facile. Secondo Coldiretti sono oltre 100 mila gli italiani che ricorrono al fenomeno delle “adozioni alimentari”: cn un semplice click e a prezzi modici il consumatore può adottare mucche, capre, ulivi e vigneti. Basta collegarsi a uno dei tanti siti presenti sul web e scegliere il prodotto che si preferisce, dalla capra per il latte e il formaggio, alla mucca per la carne, ai vigneti per il vino.

Questo sistema – spiega Elisabetta Montesissa, responsabile del progetto Campagna Amica di Coldiretti – crea un maggior guadagno per le azienda e, per in consumatori, un modo per assicurarsi forniture di prodotti alimentari genuini, di origine garantita e con un miglior rapporto qualità-prezzo. Sono davvero numerose le aziende che si sono inventate questo sistema per mettere in contatto i consumatori con i prodotti finali che arrivano nelle proprie tavole. Inoltre è possibile seguire tutta la filiera produttiva e addirittura, attraverso webcam posizionate nelle stalle, vedere come vive e si nutre il proprio animale“.

Il sistema delle “adozioni alimentari” on line ‘è stato adottato soprattutto dai i giovani agricoltori che cercano di inventarsi nuovi modi per promuovere i propri prodotti e accorciare la filiera produttiva. A questo proposito i giovani della Coldiretti hanno promosso il concorso nazionale Oscar Green dedicato proprio ai giovani imprenditori agricoli e che punta a valorizzare quei giovani che hanno scelto per il loro futuro l’agricoltura e che fanno qualcosa per promuovere il territorio’.

Il metodo delle ‘adozioni alimentari’ – conclude Montesissa – è nato ‘da soli 5 anni e tra i consumatori ci sono anche molte famiglie perché grazie a questo sistema possono risparmiare comprando gli alimenti direttamente dal produttore e la domenica possono portare i propri figli nell’azienda agricola per fargli vedere direttamente come avviene tutta la filiera produttiva. Questo sistema perciò ha anche una funzione educativa, perché molti bambini di città non sanno da dove viene il formaggio, la carne, il vino e i prodotti che consumano ogni giorno”.

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