Il guscio di cui si parla è quello della nocciola, elemento così importante da derivarle il nome latino di corylus avellana. Sarà stato per il fatto di essere un piccolo concentrato di sostanze nutrienti o perché dietro la scorza dura del suo guscio c’è tanta dolcezza, in ogni caso la nocciola e la pianta a cui appartiene sono sempre stati avvolti da un velo di magia. Anticamente si credeva che un ramo germogliante di nocciolo rendesse invisibili e sembra che per avere una bacchetta magica efficace i druidi si orientassero in esclusiva verso il legno di questo arbusto. Gli Etruschi invece ricorrevano a un ramo di nocciolo per trovare acqua, minerali preziosi e tesori e all’occorrenza per scovare ladri e criminali. Insomma un legno utile per tutte le stagioni. Nel mondo delle favole la nocciola è un elemento ricorrente e ha sempre un valore positivo spesso legato alle sue proprietà magiche che possono portare conoscenza o ricchezza. La nocciola viene vista come un piccolo scrigno contenente meraviglie e tesori, basti pensare a Il Palazzo delle scimmie ripresa da Calvino nella raccolta di fiabe italiane:
Il Re aprì gli scatolini dei regali. Aprì quello della sposa di Giovanni e c’era dentro un uccellino vivo che volava, che era proprio un miracolo potesse esser stato chiuso lì tutto quel tempo; l’uccellino aveva nel becco una noce, e dentro alla noce c’era un fiocco d’oro. Aperse lo scatolino della moglie di Antonio e c’era un uccellino vivo pure lì, e l’uccellino aveva in bocca una lucertola che non si sapeva come facesse a starci, e la lucertola aveva in bocca una nocciola che non si sapeva come ci entrasse, e aperta la nocciola c’era dentro tutto piegato per bene un tulle ricamato di cento braccia. (Il Palazzo delle scimmie)
Ma anche ne Il gobbino che picchia (un reggimento di soldati), c’è una nocciola magica
Tieni questa nocciola, dalla al figlio del re che la schiacci e se la mangi e se non è contento la sputi.
Quando il figlio del re schiacciò la nocciola uscì fuori una camicia tutta ricamata in oro con certi puntini così sottili e fitti che non c’erano occhi che li potessero scoprire.
Ogni desiderio, di fronte al nocciolo, viene esaudito. Tutto ciò che si deve fare è chiedere dolcemente.
Così avviene per la Cenerentola nella versione dei fratelli Grimm (prima che ci mettesse le mani Disney), che tre volte al giorno si recava ai piedi dell’alberello, dov’era sepolta sua madre, e a lungo sedeva sull’erba tenera ad ascoltare il melodioso canto degli uccellini. Ogni qualvolta il suo cuore sospirava un desiderio, la fanciulla doveva solo chiedere al nocciolo, ed ecco che sui rametti più alti appariva un uccelletto bianco che, in men che non si dica, lo esaudiva.
E se vi è venuta voglia di nocciole ecco una ricetta veloce e golosa da provare.
Croccante di Nocciole dei Monti Cimini
Ingredienti:
500 gr di nocciole dei Monti Cimini
3 cucchiai d’acqua
500 gr di zucchero
qualche goccia di limone (facoltativo)
Fate tostare le nocciole in forno a 180° per 3/4 minuti. Una volta tolte dal forno strofinatele con un canovaccio per togliere la pellicola (perisperma) e spezzettatele grossolanamente.
Il un tegame basso e capiente fate caramellare lo zucchero a fiamma media aggiungendo 3 cucchiai d’acqua. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a che lo zucchero non prenderà un bel colore dorato, ma attenzione a non farlo bruciare.
Aggiungete le nocciole a fuoco bassissimo mescolate bene e fate amalgamare.
Togliete dal fuoco e versate il tutto se possibile su un tavolo di marmo che avrete unto con E.V.O. oppure su una teglia rivestita con carta da forno. Aiutandovi con la spatola di legno spianate il composto e prima che il caramello solidifichi tagliate il croccante in losanghe.




