Andrea Pasqualucci del MOMA ad Assaggi

4° Salone dell'Enogastronomia regionale
Copertina Articolo Andrea Pasqualucci del MOMA ad Assaggi

 

Andrea Pasqualucci
da sx Annamaria Olivieri, Andrea Pasqualucci, Luciano d’Anna, Malinda Sassu

Una tre giorni che ha avuto come protagonisti i 70 espositori presenti al Salone, ospitato per la prima volta nel meraviglioso Complesso di Santa Maria in Gradi, sede dell’Università della Tuscia. Animato da tantissimi eventi, show cooking, talk, laboratori sensoriali, degustazioni, approfondimenti sulle realtà enogastronomiche della regione – che hanno permesso di valorizzare e dare voce ai produttori e alle produttrici della regione e ha visto protagonisti cuochi, enogastronomi, operatori della ristorazione, buyers, ricercatori, giornalisti e ovviamente professori universitari.
All’interno della manifestazione la giornalista Malinda Sassu ha intervistato il giovane Andrea Pasqualucci, classe 1989, Chef del ristorante Moma di Roma, una Stella Michelin, storico locale dei fratelli Pierini.
Chef formatosi nelle cucine di Chef importanti della ristorazione italiana come Giuseppe di Iorio, Moreno Cedroni e Oliver Glowig, ma è nel ristorante Moma che ha consolidato il suo pensiero gastronomico.
Fatto di attenzione alla materia, improntata sul dialogo diretto con i piccoli produttori locali, puntando sulla filiera corta, certa ed etica, elemento chiave per costruire un futuro più responsabile e consapevole.
Per Pasqualucci la nascita di un piatto, questa interazione tra creatività e pratica, dialogo costante tra l’immaginazione dello chef e la sua esecuzione, nasce da un ricordo di un viaggio, dalle proposte dei produttori, da una visita su un territorio, dalla lettura di un libro, da colloqui con i suoi colleghi.
Conosciuto per dare risalto ai tagli poveri di carne, quei tagli meno pregiati ma gustosi e nutrienti come il quinto quarto e il pesce azzurro. Obiettivo è quello di valorizzarli mediante ricette creative e rendendoli protagonisti di piatti sorprendenti.
Per Andrea Pasqualucci la Tuscia Viterbese è una terra ricchissima di biodiversità dove il cibo rappresenta un valore inestimabile per questo territorio e miniera inesauribile per i suoi piatti.
Tra le specialità gastronomiche tradizionali è rimasto colpito dal Fieno di Canepina una pasta a base di uova e farina e caratteristico per il taglio millimetrico, definendolo di “una eleganza unica”.

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