Una fiera tutta dedicata al mondo dell’olivo e dell’olio che ha portato a Verona 230 aziende espositrici e oltre 2000 visitatori tra consumatori e operatori professionali dei quali il 13% esteri, pari a 234 buyer da 34 Paesi (Austria, Albania, Armenia, Azerbaijan, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, Corea del Sud, Croazia, Cile, Cina, Colombia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Israele, Marocco, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria, Vietnam), di cui 70 top buyer selezionati e invitati da Veronafiere e Agenzia ICE.
Una fiera che ha puntato i riflettori sull’intera filiera dell’olivicoltura italiana, dalla terra alla tavola e dalla produzione alla trasformazione e molto altro. Prodotto, tecnologia, formazione e turismo con focus che spaziano dall’olio all’oliva e tutti i sottoprodotti e derivati, fino a wellness e cosmesi.
Oltre cinquanta appuntamenti tra convegni, cooking show, degustazioni e approfondimenti hanno ampliato l’offerta di contenuti formativi e informativi a disposizione dei visitatori. Particolarmente interessante è stata la presentazione dell’analisi dei mercati tracciata da NOMISMA. L’obiettivo è dare il giusto posizionamento a un prodotto come l’olio italiano che negli ultimi anni ha confermato le sue potenzialità e rafforzato il legame con la qualità grazie a olivicoltori sempre più consapevoli.
L’analisi dell’Osservatorio SOL2EXPO-Nomisma è stata presentata al convegno dedicato a “Il mercato dell’olio di oliva in Italia e in Europa: realtà e prospettive”. All’interno dei confini nazionali, gli ultimi tre anni sono stati segnati dagli effetti combinati dell’inflazione e da una produzione ridotta dovuta ai cambiamenti climatici, che hanno determinato una diminuzione delle vendite a volume di Olio Extra Vergine di Oliva, tra il 2022 e il 2024, del 10% a fronte di un aumento del 64% a valore.
Per quanto riguarda il mercato estero, oggi l’export di E.V.O. dall’Italia raggiunge 160 Paesi con il 65% del valore delle vendite all’estero rappresentato da Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone. Di particolare interesse l’aumento sul fronte dei volumi da parte di Corea del Sud e Germania dove le quantità sono aumentate rispettivamente dell’82% e del 19,4% sulle cifre del 2023, a fronte di un aumento a valore del 152,6% verso Seul e del 68% verso Berlino.
Il consumo mondiale di olio d’oliva è cresciuto lentamente negli ultimi 20 anni passando da 2,7 a 3 milioni di tonnellate con tassi di crescita più rilevanti nei paesi extra-Ue, che hanno visto aumentare il loro peso dal 28% al 57%. È cresciuta la domanda negli Stati Uniti, in Brasile e in Francia, Europa e Nord America si confermano le principali aree di importazione e si rilevano segnali di crescita molto interessanti in Sud America e Asia.




