
Pensare all’Isola di Ischia in questi giorni di sospirata estate fa venire in mente acque limpide, il formicolio poliglotta di villeggianti, il traffico sfacciato e chiassoso di mezzi di ogni genere che si inerpicano per viuzze strette e impervie e gli immancabili automobilisti inesperti che cercano di avere la meglio sull’urbanistica spontanea dell’isola, per ritrovarsi sconfitti e disorientati in vicoli omologati al massimo per le tre ruote, certamente non per quattro. Una luce schietta e sincera mostra le tante sfaccettature di questo luogo pieno di opportunità grazie alle sue grandi risorse naturali e culturali: parchi termali, mare, una natura esuberante, una storia antica che ha lasciato tracce archeologiche importanti e, non ultimo, tradizioni enogastronomiche da tutelare e tramandare. Alzando lo sguardo verso l’Epomeo, l’isola verde mostra il suo cuore antico fatto di vigneti abbarbicati , terrazzamenti e parracine che sfidano la forza di gravità. Parlare di vino dell’isola di Ischia significa parlare di Casa D’Ambra, storica cantina fondata nel 1888 da Francesco D’Ambra, detto “Don Ciccio” che portava il vino di ischia nel Continente. “Oggi le mie figlie, Marina, che si occupa della gestione economica, e Sara, enologa, rappresentano la quarta generazione” Il viso intenso, fortemente espressivo, esaltato dal sole dell’enologo Andrea D’Ambra, attuale proprietario, è rischiarato da un sorriso orgoglioso. Non tutti possono affermare di aver segnato la storia enoica di un’isola meravigliosa e contraddittoria come Ischia. Nella sala degustazione raccoglitori di articoli raccontano lo stretto legame di questa famiglia con l’isola e con il vino. Immagini di volti famigliari del mondo del cinema e della cultura scorrono tra le pagine, Visconti, Richard Burton e Liz Taylor, Silvana Pampanini, Domenico Rea, De Filippo… Siamo negli anni 50, Ischia è percepita come luogo incontaminato e arcaico, ricco di potenzialità perlopiù inespresse o mal gestite. È il periodo del grande cambiamento. Grazie ai fondi di investimento e ai tassi agevolati della Cassa del Mezzogiorno si riesce a portare l’energia elettrica e l’acqua potabile in tutta l’isola, Angelo Rizzoli dà il via a interventi sostanziosi tra cui la riqualificazione degli impianti termali e la realizzazione del Regina Isabella. Scrittori, giornalisti attori, personaggi dello spettacolo e della politica che in vario modo ruotano intorno a Cineriz, la società cinematografica dell’industriale milanese, iniziano a popolare l’isola. Un rapido sviluppo economico corre sul filo di un entusiasmo turistico un po’ troppo euforico e a farne le spese è l’agricoltura, prima con una fuga di manodopera assunta dall’industria termale e turistica, più tardi con una perdita di terreni occupati da un’edilizia sconsiderata.

Ma c’è chi resiste e riesce a crescere. Casa D’Ambra nel frattempo è passata ai figli di Francesco: Mario che si occupa della parte commerciale, Salvatore, grande enologo, e Michele che cura i rapporti con i viticoltori di Ischia per l’acquisto di uve. Con loro la ditta Francesco D’Ambra si trasforma in D’Ambra Vini d’Ischia S.p.A. L’azienda opera dei miglioramenti importanti, investe in impianti moderni, nella costruzione dello stabilimento enologico a Panza d’Ischia, nell’acquisto di nuovi vigneti e punta sulle varietà locali si vinificano e imbottigliano le uve Biancolella, Forastera e Per’ ‘e palummo, “È stato mio padre, Salvatore, nel 1956 a iniziare l’imbottigliamento del Biancolella. Era un enologo attento, ma soprattutto un grande ricercatore con una preparazione eccezionale e un grande rigore scientifico”. ci racconta Andrea con la calma dinamica di chi sa prendersi i propri tempi e ha un sano rapporto con la vita “A quel punto serviva un’etichetta e l’ideazione venne affidata all’artista ischitano Aniellantonio Mascolo, ma fu Luchino Visconti a esprimere il parere definitivo. Mio padre lo conobbe verso la fine degli anni ’40 a Ischia Porto e lo presentò al resto della famiglia, lui si affezionò subito. Ma l’amicizia forte era con mia zia Jolanda, donna estroversa, di cultura, con una forte personalità. In breve tempo è diventata la sua confidente, la persona che cercava per prima ogni volta che sbarcava, avevano una grande complicità. Fu anche grazie a lei che frequentava gli amici del regista, attori e sceneggiatori italiani e stranieri, che il vino D’Ambra si fece strada e si affermò. E sull’etichetta, quando mio padre gli sottopose lo schizzo fatto da Mascolo, Luchino gli rispose con una lettera iniziando così: “Caro Salvatore il gusto è una cosa tremendamente personale” e gli consigliò di “asciugare” l’immagine, di puntare su “una cosa lineare – quasi vuota – in cui campeggi la vostra casa – il cielo, il mare di Ischia e le scritte necessarie…” E infatti nella litografia, come potete vedere, c’è sullo sfondo la vecchia casa madre dell’azienda, la ex Villa Garavini, poi la palma e in primo piano i carrati di vino pronti a partire”.
Dice D’Ambra indicando l’opera appesa alla parete. Proseguendo sulle tracce enoiche dell’isola arriviamo agli anni 60, per la precisione il 12 luglio del 1963 giorno in cui viene approvata in Parlamento la legge 930 sulla DOC dei vini italiani di cui è promotore e primo firmatario il senatore Paolo Desana. Nel tentativo di preservare e dare maggiore rilievo alla vitivinicoltura isolana, Mario D’Ambra con grande celerità e lungimiranza, porta avanti la richiesta, redatta insieme al disciplinare dal fratello Salvatore, e ottiene dal competente ministero il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata per Ischia Bianco, Ischia Bianco Superiore, Ischia Rosso, Biancolella, Forastera e Per ‘e Palummo . È il 1966 e l’Ischia è la prima DOC della Campania e tra le prime 5 DOC italiane insieme alla Vernaccia di San Gimignano, il Brunello di Montalcino, l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone e il Frascati. “Parlando di Denominazioni mi viene in mente l’enodissidente Veronelli che sulla DOC così come era stata concepita nutriva non poche perplessità, la vedeva come una legge a maglie troppo larghe, senza un catasto viticolo, con rese per ettaro troppo alte. Amava il vino dei piccoli produttori che cercano la qualità e tra le cantine di cui seguiva con interesse il percorso c’era anche Casa D’Ambra. Come ha influito la sua presenza sull’azienda?” chiede Carlo Zucchetti.
“Veronelli era molto attento alla nostra produzione ed era un personaggio straordinario. Nell’estate del 1984 girava l’Italia insieme ad Ave Ninchi per la RAI e vennero a vigna Frassitelli, 600 m. s.l.m. Lo definì come uno dei più belli al mondo . Fu lui a consigliarmi una vinificazione separata per il Biancolella di Frassitelli individuando il primo Cru. Di nascosto provai quello che mi aveva suggerito. Tremila bottiglie a 6.500 lire furono vendute in due mesi.” La voce profonda, un po’ rauca di Andrea D’Ambra assume sfumature divertite ripercorrendo quei momenti.
“Per quanto riguarda l’acquisto delle uve come sei organizzato? Immagino avrai dei produttori con cui hai un legame storico”
“Acquistiamo circa 5.000 quintali di uva da viticoltori ischitani che hanno costituito una cooperativa. Sono persone con cui c’è un rapporto consolidato e di fiducia sull’allevamento delle viti, sulla raccolta e sulla gestione dei terreni.”
“Stai continuando un lavoro importante in difesa dei vini di Ischia e soprattutto in difesa della qualità. Ho letto che sei riuscito insieme ad altri produttori impegnati dell’isola a ottenere le fascette per la DOC un metodo che riduce drasticamente il rischio di frode. Dalla vendemmia 2013 infatti le case vinicole devono comunicare all’ISMECERT l’istituto di certificazione autorizzato ai controlli dal Ministero e dalla Regione Campania la quantità d’uva DOC raccolta e portata in cantina. Attenendosi al disciplinare di produzione poi, l’ISMECERT, decreterà il numero di fascette da apporre sulle singole bottiglie”. Dice Carlo.
“Abbiamo cercato di arginare un fenomeno malsano che non solo abbassava i prezzi, ma immetteva sul mercato quantitativi di biancolella non plausibili inficiando il lavoro di chi cerca la qualità. La nostra è una viticoltura “eroica” condotta in condizioni orografiche difficili, con costi di produzione altissimi. Tieni conto che nel vigneto Frassitelli prima dell’introduzione della monorotaia una persona di buona prestanza riusciva a portare 10 cassette al giorno, con questo sistema abbiamo abbattuto in maniera determinante i tempi, ma permangono situazioni lavorative dure. Dobbiamo difendere il nostro vino e lo abbiamo fatto con la legge senza ricorrere a denunce. Abbiamo chiesto al Ministero di lavorare a fascette e non a lotto e i risultati si sono visti subito. La fascetta diventa una garanzia per i produttori e per i consumatori». Nelle parole di Andrea D’Ambra si avvertono determinazione e chiarezza di intenti, un approccio lucido e alto alla viticoltura, un rispetto profondo per il vino che in lui coincide con il rispetto per una storia di famiglia che ha segnato momenti importanti per Ischia. La vite è vista non solo come una voce economica su cui puntare, ma anche come un legame etno-culturale, come riscoperta di un rapporto sano con la terra e non ultimo, come un importante strumento di monitoraggio, manutenzione e salvaguardia del territorio. La spinta continua a migliorare, la difesa e la valorizzazione dei vitigni autoctoni e di spazi per la viticoltura alacremente conquistati e tutelati sono alla base ancora oggi del progetto di Casa D’Ambra che continua a inebriare con i suoi vini turisti e amanti della lussureggiante Pithecusa.
Via Mario d’Ambra, 16 – 80075
Forio d’Ischia – Na – Italy
Tel. +39 081907246
Fax +39 081908190
E-mail: info@dambravini.com
I Vini
Ischia DOC Biancolella
Ischia DOC Bianco (Biancolella, Forastera)
Ischia DOC Forastera
Ischia DOC Biancolella Frassitelli
Ischia DOC Per’ ‘e Palummo
Ischia DOC Rosso Mario D’Ambra (Per’ ‘e Palummo, Guarnaccia)
Gocce D’Ambra passito





