Un giorno, in un negozio di alimenti biologici, cercavo una crema spalmabile al cacao.
Da brava vegana pignola cominciai a leggere tutte le etichette: doveva, oltre che essere biologica, non contenere né latte, né altri prodotti di origine animale, né glutine, né olio di palma, perché poco sostenibile. Dopo aver letto diverse etichette, finalmente ne trovo una, dove c’è scritto: “Pasta di nocciole, cacao in polvere, zucchero di canna, olio extravergine di oliva” e basta. Non mi sembrava vero. L’ho comprata, sono andata a casa, l’ho assaggiata: buonissima.
Chi la fa? Italo Galli a Vetralla. Nove chilometri da casa mia.
Vado a trovarlo.
Quando arrivo, Italo mi fa accomodare in una stanza piena di sole, da cui si vedono il verde e un arancio pieno di frutti succosi, un grande tavolo tipico delle famiglie contadine nelle quali, quando si mangia, “più siamo e meglio stiamo”.
Dall’altra stanza arriva una voce: – Italo, chi c’è?”
– Nonna, c’è un’amica
– Ma quante amiche c’hai? – È nonna Armida, 95 anni portati con grande fierezza. Vita da contadina, lavoro duro, ma erano altri tempi.
Italo, trentotto anni, è diventato contadino per una scelta molto consapevole.
Laureato in ingegneria meccanica ha lavorato in Germania, in Lussemburgo, a Torino, parla francese, inglese, tedesco. Nonostante un contratto a tempo indeterminato decide di lasciare tutto e lavorare la terra della nonna. Con questo lavoro “ci campicchia” ma non sono i soldi che contano nella vita, anche se aiutano. I valori sono altri, molto più profondi e nobili.
Quando chiedo a Italo se è stato il richiamo e la nostalgia delle sue radici a riportarlo a Vetralla, lui dice di no e mi spiega: – Il sistema in cui viviamo sembra offrirci innumerevoli possibilità di scelta, mentre in realtà omologa gli stili di vita, come negli allevamenti. Il ritmo e lo stile di vita di oggi non sono più sostenibili, io prendevo l’aereo minimo una volta a settimana. Dobbiamo riappropriarci di quelle che sono le nostre ricchezze: l’arte, la natura, il sole, il tempo. Andiamo a lavorare all’estero sotto le nuvole o nella nebbia e non ci rendiamo conto di cosa ci perdiamo. Dobbiamo puntare sulla qualità, far emergere le nostre potenzialità. Valorizzando ciò che abbiamo emergeranno nuovamente valori persi e opportunità sommerse con cui campare facendo campare.–
Italo ha nove ettari di terreno, produce un ottimo olio extravergine di oliva e nocciole, quest’anno ha messo anche il grano, il prossimo seminerà lenticchie, tutto biologico.
È molto attento al rispetto dell’ambiente. Il simbolo dei suoi prodotti è un pianeta, vicino al quale c’è scritto ‘NOI.’, per dire che su questo pianeta ci siamo noi, quindi qualsiasi cosa facciamo va a nostro favore o a nostro discapito.
Molto scrupoloso anche nello scegliere quello che mangia, si considera un consumatore consapevole.
Gli domando della crema spalmabile e lui mi dice che l’ha creata per sé, per avere qualcosa di sano, semplice e ghiotto per fare colazione al mattino. Soddisfatto del risultato, si è rivolto ad un laboratorio specializzato e ha cominciato a produrla per la vendita.
È un ragazzo coraggioso e creativo, ce ne vorrebbero tanti così, ne abbiamo bisogno tutti.
Lui dice che non è tornato per le sue radici, ma sull’etichetta del suo olio c’è una dedica:
“ A mia nonna Armida contadina felice”.
La crema spalmabile di Italo Galli è ottima così, semplicemente spalmata sul pane, ma io da golosa che sono ci ho fatto dei dolcetti con la pasta frolla senza glutine e vegana.
Così oggi vi scrivo la ricetta della pasta frolla che naturalmente potrete usare anche per biscottini, tortine di frutta con crema pasticciona (per la ricetta cliccate qui), crostate o crostatine di marmellata o quello che più vi piace.
Come sempre nelle mie ricette non ci sono né glutine né colesterolo, nessun prodotto di origine animale e anche se non lo specifico, i prodotti che scelgo sono sempre biologici.
PASTA FROLLA SENZA GLUTINE VEGANA.
100 g di zucchero di canna grezzo
100 g di farina di riso
100 g di farina integrale di grano saraceno
100 g di fecola di patate
50 g di farina di mais
120 g di olio extravergine di oliva Italo Galli
120 g yogurt di soia naturale o alla vaniglia
Buccia grattugiata di un limone
Vaniglia in polvere facoltativa
Mettete in un tritatutto lo zucchero con la buccia del limone e riducete in polvere. Versate lo zucchero così tritato in un capiente recipiente aggiungete le farine, la vaniglia e mescolate. Unite lo yogurt di soia e l’olio e impastate bene. Formate una palla che metterete a riposare in frigorifero. Procuratevi un bicchierino con il bordo più largo del fondo oppure due bicchierini uno più grande e uno più piccolo. Infarinate un piano da lavoro e con l’aiuto di un piccolo mattarello stendete la pasta alta circa un centimetro. Tagliate dei biscotti con il bordo del bicchierino e poi con il fondo premete al centro creando un incavo che riempirete con la crema spalmabile. Mettete i biscotti in una teglia su un foglio di carta da forno e ponete in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti. Se usate la pasta frolla per fare una crostata, il tempo di cottura sarà di circa 40 minuti.
Non è la terra che appartiene all’uomo, ma l’uomo alla terra.
Non è l’uomo a tessere la trama della vita, egli ne è soltanto un filo,
e qualunque cosa egli faccia alla terra o ai figli della terra,
in realtà lo fa a se stesso.
Capo Seattle





