Metti un sito etrusco nascosto in un fitto bosco, aggiungi una fredda giornata di fine gennaio dal cielo pulito, unisci la Banda del Racconto in cui saranno ben mescolate la forza affabulatoria di Antonello Ricci, la capacità evocatrice di Pietro Benedetti e Olindo Cecchetti e una spolverata di percussioni en plein air di Roberto Pecci.

Amalgama con la narrazione sempre affascinante dell’indagine archeologica fatta dalla dottoressa Maria Gabriella Scapaticci, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia; accompagna il tutto con un pubblico numeroso e capace di meravigliarsi e otterrai la ricetta della prima passeggiata racconto con cui si è ufficialmente aperto l’Anno degli Etruschi- I pirati della bellezza.
Il bosco è quello di Macchia delle Valli a Vetralla, sulla strada provinciale Blerana, più o meno all’altezza della chiesa della Madonna della Folgore. Qui nel 2006 è iniziata la storia del ritrovamento del sito quando, su segnalazione dei Carabinieri, venne scoperto uno scavo clandestino. La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale seguì allora le tracce, sconosciute alla bibliografia, di quello che si sarebbe rivelato un santuario rurale, in parte all’aperto e in parte in grotta dedicato ai riti agrari.
Ma la vera sorpresa è arrivata quando lo scavo ha portato alla luce il sacello sommerso sotto 7 metri di terra in cui era custodita in condizioni eccezionali una statua di grande pregio, quella della dea greca Demetra assimilata dagli Etruschi alla dea Vei, venerata dai Romani come Cerere. La statua insieme a una testa di Persefone e ad altri manufatti votivi in terracotta sono oggi conservati al Museo Albornoz di Viterbo.

E ieri, accompagnati da brani tratti dalle Metamorfosi di Ovidio intrecciati alle suggestioni paesaggistiche di Curzio Malaparte e Corrado Alvaro, ci siamo inoltrati nel bosco, fitto di cerri e querce, ripercorrendo l’antico tracciato che portava all’area sacra rivivendo l’emozione dello svelamento.
Quella che ha portato al tempio di Demetra è stata la prima delle 12 passeggiate racconto che animeranno l’Anno degli Etruschi- I pirati della bellezza, iniziativa promossa dal quotidiano on line Tusciaweb in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e Caffeina Cultura e con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale. L’Anno degli Etruschi ha avuto il placet anche dal ministro della Cultura Dario Franceschini, che in un intervento su Tusciaweb ha speso parole di apprezzamento per l’iniziativa. “Una sorta di imprimatur – ha scritto il direttore Carlo Galeotti – che non può non agevolare il lavoro di questo gruppo di privati che hanno voluto dare vita all’iniziativa”.
Prossimo appuntamento a Blera domenica 8 febbraio (alle 10 – piazza Giovanni XXIII a Blera) con Scrivere la roccia – le necropoli dell’Etruria rupestre.
photo credits: Carlo Galeotti





