Le giovani leve della viticoltura italiana protagoniste alla cinquantesima edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 april, grazie a due iniziative che vedono protagoniste Lombardia e Piemonte: la presentazione del Padiglione Lombardia, avvenuta nella sede della Regione a Milano e la tavola rotonda Il vino di domani nella Biblioteca Nazionale di Torino. Entrambe le iniziative sono realizzate in collaborazione con Veronafiere – Vinitaly.
«Un ritorno alla terra impensabile solo cinquant’anni fa – ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – quando il sogno era la fabbrica, mentre oggi dal vigneto l’agricoltura ritorna ad essere guardata dalle giovani generazioni come prospettiva per costruire un futuro possibile. Ed anche per questo motivo, è significativa la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che inaugurerà la 50^ edizione di Vinitaly. È un gesto di grande attenzione verso i padri, che hanno avuto la capacità di costruire un settore che è diventato in dieci lustri il vanto dell’Italia nel mondo, e verso i figli che oggi proseguono con entusiasmo e preparazione, guardando al futuro con passione e fiducia».
«In Lombardia – ha detto l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava – sono attive 3.173 imprese vitivinicole. Di queste circa una su dieci ha titolare un giovane under 40. Merito del lavoro dei padri, che hanno saputo far rinascere un settore che ora riesce a essere attrattivo anche per le nuove generazioni. Tra i giovani, le donne sono un’importante realtà capaci, con le loro peculiarità, di portare un ulteriore valore aggiunto al settore».
«Innovando e sperimentando, i giovani stanno raccontando una storia nuova per il vino – ha sottolineato Maurizio Molinari, direttore de La Stampa – La scommessa di chi produce sono le radici, perché il vino unisce e crea un futuro comune. Radici che partono dal territorio per arrivare a nuovi mondi e nuovi modi di proporsi e di raccontarsi».
I giovani produttori lombardi (tre imprenditrici) e piemontesi (una decina fra uomini e donne intervistati da Paolo Massobrio) nella presentazione svoltasi il 22 marzo hanno raccontato le loro esperienze, idee e prospettive hanno avuto anche l’occasione di potersi confrontare con il mercato che li aspetta, in particolare i consumatori della loro generazione, i cosiddetti millennials. A Michele Longo, giornalista e curatore di winecult.it e Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, il braccio operativo di Vinitaly all’estero il compito di tracciare il profilo dei giovani consumatori. Un excursus dagli Usa alla Cina, ma con un occhio attento anche al mercato italiano, perché il cambiamento nell’approccio ai wine lover è epocale: nuovi sono i gusti e le occasioni di consumo e nuovi gli strumenti di comunicazione adottati oggi. I millennials, infatti, sono molto attenti al contenuto emozionale del vino, alla sua storia e il territorio italiano ha molto da raccontare in tal senso.
Una mercato da non sottovalutare, visto che i millennials saranno sempre più i consumatori di riferimento. Si tratta di due miliardi di persone nel mondo, 177 milioni in Europa. Negli Usa sono 70 milioni, il 34% di questi già beve vino e in generale i millennials americani iniziano ad approcciarsi al vino più presto e con una frequenza di consumo più alta rispetto ai propri genitori; hanno un trend di consumo in crescita, cercano vini nuovi e percepiscono il vino come un momento di socialità e divertimento. Tra i nuovi strumenti con cui giovani imprenditori devono confrontarsi sempre di più c’è anche l’ecommerce,
dove Vinitaly è presente con VinitalyWineClub, Per tale ragione, la presenza a Vinitaly del presidente del Consiglio Matteo Renzi lunedì 11 aprile, con Jack Ma, fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, oltre a dare un’ulteriore misura del valore che il vino italiano rappresenta per l’economia nazionale è anche l’opportunità per capire i nuovi canali di approccio ai mercati globali.
LA LOMBARDIA A VINITALY
Tra le principali regioni enologiche, la Lombardia ha sempre rappresentato all’interno di Vinitaly un’importante realtà. Questo grazie alla capacità regionale di presentare una collettiva fortemente rappresentativa di tutte le aree produttive, in una location di forte impatto quale è il Palaexpo. Le cantine presenti quest’anno nella collettiva istituzionale realizzata grazie all’accordo di programma tra Regione e Camere di Commercio della Lombardia sono circa 200, su un’area di 4.800 metri quadrati netti. La superficie raggiunge gli 8.000 metri quadrati netti con lo spazio occupato da una sessantina di aziende che si presentano autonomamente.
IL PIEMONTE A VINITALY
Sono oltre 450 le aziende piemontesi che partecipano quest’anno, sia con propri stand sia all’interno di collettive, per una superficie totale che supera gli 8.300 metri quadrati netti. Tra le collettive, la più rappresentativa è certamente quella del consorzio Piemonte Land of Perfection (a cui dal 2012 è stata affidata la regia della collettiva piemontese di Unioncamere e Regione Piemonte), che riunisce circa 170 aziende su una superficie di oltre 1.500 metri quadrati. All’interno di Vinitaly il Piemonte occupa tradizionalmente il padiglione 10, ampliato quest’anno di 1.500 metri quadrati con un importante investimento economico per rispondere alle richieste di maggiore superficie da parte di aziende già presenti e di nuovi espositori. Il 2016 è l’anno del cinquantesimo anche per due denominazioni di origine piemontesi: Barolo e Barbaresco.




