
Il gruppo “Vignaioli per il Ronco della Chiesa” si è costituito durante il Vinitaly 2026 a partire dal confronto tra produttori sui danni causati dall’evento e sulle ricadute sul patrimonio agricolo e paesaggistico regionale, inclusa la situazione della cantina Borgo del Tiglio di Nicola Manferrari.
“Nei quasi cinque mesi trascorsi dal 17 novembre 2025 — giorno della tragica alluvione che ha colpito il Friuli causando danni irreparabili, tra cui la perdita di due vite umane, feriti, crolli e disastri ambientali — mi sono confrontato a lungo – scrive Massa – con molti colleghi vignaioli.
Insieme, quasi fossimo una “comunità trans-regionale del vino agricolo italiano”, oltre a stringerci attorno a Nicola Manferrari e alla sua famiglia, abbiamo riflettuto sulla portata dell’evento.
Analizzando le nostre realtà aziendali, abbiamo riscontrato profonde analogie geologiche con la collina di Brazzano: la fragilità dei nostri territori collinari è oggi, ovunque, sempre più a rischio. Mi riferisco all’intero sistema collinare italiano: dagli infiniti ettari di prati e boschi a quelli antropizzati — ma non devastati — dal lavoro dell’uomo tramite vigneti, oliveti e boschi cedui.
Sentiamo il dovere di affrontare questo argomento portando la nostra esperienza, certi che, proprio grazie all’intervento umano, il territorio risulti meglio regimato, drenato e controllato.
La produzione di vino, olio, frutta, formaggi e castagne, così come la ricerca di tartufi e l’attività venatoria, rappresentano presidi che rafforzano l’intero ecosistema.
La viticoltura e l’agricoltura sono un patrimonio di saperi pratici da affiancare alla teoria per restare davvero al passo con i tempi: per avanzare bene, infatti, è necessario saper guardare indietro.
Sebbene il progresso tecnologico e scientifico ci abbia regalato un mondo migliore, dobbiamo ammettere che non sempre l’opera dell’uomo moderno — si parli di ponti, dighe o gallerie — è stata ineccepibile.
Al contrario, la resistenza del novanta per cento dei campanili italiani tuttora svettanti dimostra che spesso sono bastati sensibilità, esperienza e un filo a piombo per sfidare i secoli.
Quei campanili sono ancora lì e oggi, idealmente, sotto di essi tifiamo per il “Friulano alias Tocai” e per Nicola, unendo 5.000 vignaioli etici che fanno grande l’Italia del vino.
Il vino è anche questo: gioioso campanilismo, narrazione di bellezza, sicurezza e storia.
Al centro della lettera il vigneto “Ronco della Chiesa”, impianto degli anni Cinquanta, considerato un esempio storico di viticoltura collinare del territorio e un patrimonio agricolo di particolare valore. Il vigneto è stato colpito da una frana e da una colata di fango innescate dalle piogge eccezionali che hanno interessato il versante del Monte Quarin, con danni alle vigne storiche e al suolo e la necessità di interventi di messa in sicurezza dell’area.
I firmatari esprimono preoccupazione per il rischio che tali interventi, se non calibrati, possano comprometterne l’identità e la continuità produttiva.”
… l’intera collina danneggiata dovrà essere messa in sicurezza con la stessa delicatezza che usano gli archeologi quando portano alla luce reperti preziosi. Che differenza c’è, d’altronde, tra un potenziale patrimonio archeologico e un vigneto messo a dimora negli anni Quaranta che da trent’anni produce uno dei bianchi più iconici al mondo?
(Dagli anni novanta apprezziamo questo vino e questa cantina NdR)
Mentre un’ipotesi archeologica è una possibilità, il vigneto è una certezza: produce un valore etico, estetico, culturale e, da oggi, profondamente “sociale”…
Il vino è frutto di uva, territorio, tempo e maestria.
Ronco della Chiesa, Cormòns e il Friuli devono essere narrati non per il dramma attuale, ma per la capacità di rivalsa di un sistema che coinvolge vivaisti, ristoratori, giornalisti, appassionati, consumatori, uomini colti e una classe politica che speriamo veda nel mondo rurale non solo un bacino di voti, ma una vera fucina di “lussuria intellettuale”.
Il Ronco della Chiesa è un capolavoro realizzato a mano dai contadini del passato nel massimo rispetto dell’ambiente, capace di raccontare una storia unica.
Le preoccupazioni di Nicola sono legate al rischio che tali fattori vengano compromessi, distruggendo l’autenticità che ha reso questo luogo celebre nel mondo.
Alla luce di ciò, confortato e spronato dai colleghi- chiosa Walter Massa- che sottoscrivono questa posizione, mi rivolgo a Lei, massima autorità della Regione colpita, per offrire la nostra disponibilità a collaborare nell’affrontare il caso “Ronco della Chiesa”.
Testo integrale della lettera aperta clicca qui
Azienda Agricola Borgo del Tiglio di Nicola Manferrari
Via San Giorgio, 71
34071 Brazzano (GO)
+39 0481 62166
info@borgodeltiglio.it





