Valdarno di Sopra day 2025

Copertina Articolo Valdarno2025

 

La giornata, della settimana delle Anteprime Toscane, lasciata libera da altre denominazioni è stata prontamente presa dal Consorzio Valdarno di Sopra D.O.C.
Piccola, ma vitalissima D.O.C. è guidata dal presidente Luca Sanjust, Petrolo, e dal pirotecnico direttore Ettore Ciancico, La Salceta.
È una realtà giovane, nata nel 2011, con obbiettivi chiari e ambiziosi: primo fra tutti divenire la prima D.O.C. interamente biologica, eventualità osteggiata da una burocrazia ottusa e con un malinteso senso di inclusione. Ad oggi, purtroppo, non è legalmente concepibile ancorare una denominazione a uno specifico sistema di pratica agronomica. Ci sembra assurdo che non si possa fare un disciplinare a cui ciascuno volontariamente aderisce, visto che ci sono altre denominazioni disponibili per produrre: I.G.T. e Vino Bianco o Rosso (già Vino da Tavola).
L’altra strada intrapresa è diventata realizzabile dalla vendemmia 2024, ovvero utilizzare la menzione Vigna con tutto quello che ne consegue.
Ci è sembrato un po’ tafazziano dedicare una parte della mattinata a illustrare “le sorte magnifiche e progressive” delle nuove pratiche genetiche, alcune delle quali esiziali.
Lavorare sul Sangiovese ricorrendo da una parte a selezioni massali del genotipo riscontrato nella zona, e dall’altra ammiccare a un PIWI ottenuto con un incrocio fra un non specificato biotipo di Sangiovese e un vitigno resistente non ci sembra molto coerente.
Per non parlare del convegno sui TEA e del metodo Crisp/Cas9 di cui approfondiremo gli aspetti dirimenti e pericolosi in un apposito articolo.
Fortunatamente il “buon” Armando Castagno, nel pomeriggio, ci ha edotti con una bella dissertazione sulle peculiarità di questo territorio.
Con la sua consueta capacità affabulatoria ha ricostruito le mappe di un viaggio suggestivo tra immagini e affinità a spasso nella storia dell’arte.
Partendo, of course, da Cosimo III de’ Medici che nel 1716 cita il Valdarno di Sopra come territorio da proteggere assieme al Chianti, al Carmignano e al Pomino ha illustrato le peculiarità di un territorio che comprende 11 comuni in provincia di Arezzo e 4 di Firenze, nel territorio compreso tra i Monti del Chianti a Ovest e il Pratomagno a Est. Accennando alle origini geologiche della zona. A partire dalla formazione di un lago conseguente all’arretramento dell’acqua marina durante il Pliocene. Defluito nei secoli lasciando
affiorare le odierne balze, ricche di macigno e galestro, materiale molto diffuso nel Chianti.
Sottolineando che questo territorio è uno dei più piovosi in Italia.
Suggestiva l’ipotesi di zonazione oggetto del panel finale. Dividere, ovvero, in due areali il territorio: destra dell’Arno e sinistra dell’Arno,
Non facile districarsi nella degustazione di tutta la denominazione.
Sono 44 le tipologie comprese nel disciplinare. Tutte le consuete tipologie spumanti, bianchi, rosati, rossi etc etc , sono previste in versione monovitigno. Nel disciplinare sono elencati ben 19 vitigni.

Disciplinare Valdarno di Sopra D.O.C.

I nostri migliori assaggi in ordine rigorosamente alfabetico.

Bianchi
Valdarno di Sopra D.O.C. Malvasia Bianca Lunga Vigna Balza 2024 Campo del Monte
Valdarno di Sopra D.O.C. Orpicchio L’O vigna del Poggiolo 2024 La Salceta

Rossi
Valdarno di Sopra D.O.C. Pietraviva Rosso Torrione 2022 Petrolo
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Petruna 2020 Il Borro
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Posta Reale 2021 Fattoria Bellosguardo
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Ruschieto 2021 La Salceta
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Vigna dell’Impero 2020 Tenuta Setteponti
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Vigna Mulino 2022 Tenuto San Jacopo
Valdarno di Sopra D.O.C. Sangiovese Vigna Polissena 2020 Il Borro

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