
C’è qualcosa di magico al solo pronunciare il nome di questa città da sempre punto di incontro e scambio di co/ulture in un insieme che mantiene un fascino ordinato. Torniamo dopo un anno a Muggia cittadina che si affaccia sul Golfo di Trieste per re/incontrare la famiglia Nicolini che qui produce vini assolutamente esclusivi ed originali e per verificare lo stato di salute della Vite madre della Piccola Nera. Giorgio Nicolini è un elettricista in pensione, con sua moglie Rossana insegnante e il figlio Eugenio, continuano una tradizione famigliare antica, che si richiama originalmente agli editti Teresiani, con i quali l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo regolava gli usi e le attività di questi luoghi. C’è una singolare originalità in questo territorio, una fitta ragnatela di storie, di racconti e di rapporti con la vite ed il vino. Su tutti la Piccola Nera una perla enologica dal colore rosato brillante che riassume l’incontro anche genetico fra oriente e occidente. Il vino è morbido con un delicata nota di mandorla sostenuta da un acidità fresca che sembra arrivare da lontano. Una occasione unica per un confronto a tutto campo con altre varietà naturalmente rosa che stiamo seguendo in altri territori come la Rossetta di Montagna, la Rossara, la Rossignola, la Rondinella rosa e, perché no, anche una sorprendente Longanesi, figlia del mare, vinificata in rosa.
Se nel Registro Nazionale delle varietĂ di vite sono ad oggi iscritti ormai piĂą di 700 vitigni sia a bacca bianca che a bacca nera, testimoniando la ricchissima biodiversitĂ viticola del nostro paese, non sono tantissime le varietĂ registrate a bacca rosa.
Si tratta infatti di una manciata di varietà che potremmo definire “naturalmente rosa” e quasi tutte presenti in questa storica degustazione sotto la pergola della Vigna Madre di Piccola Nera.
Ma se questo confronto su tutte le sfumature del rosa è stato per certi versi didattico e suggestivo l’assaggio degli altri vini dei Nicolini è stato sorprendente. Confermando come la biodiversità viticola di questa zona sia ricca e per noi molto stimolante. Qui abbiamo trovato la Verde ed il Franconia , vitigni sicuramente figli di antiche migrazioni ma anche Vitovska e Malvasia Istriana qui presenti da sempre. La Malvasia in particolare ottenuta con un breve contatto sulle bucce, ci ha dato subito il segno della potenza del vitigno sia in potenza aromatica che in piacevolezza e rotondità nel gusto. Quando invece in affinamento incontra il legno, dimostra che ha la struttura per piacevolezze solitamente appannaggio dei rossi ma fresche e dinamiche. Una caratteristica di questi luoghi, spiega Eugenio, è dovuta al costante arieggiamento/ventosità , quasi un antioidico naturale. La Piccola Nera preferisce i sistemi espansi che possono ospitare la sua esuberanza vegetativa.
La visita al vigneto, dove trovano spazio viti centenarie, conferma la magia di questo posto. Qui la Piccola Nera si manifesta in due diversi biotipi una a grappolo piccolo quasi a pigna e l’altra con grappolo più espanso che abbiamo provveduto a raccogliere per le conseguenti identificazioni genetiche.
Il calice di saluto è però una Malvasia Istriana molto amata da Gino Veronelli, un prodotto infinito nel gusto, pieno aromatico ed elegante, che i loro clienti giapponesi amano in modo particolare e che volentieri accompagnano alle ostriche.
Azienda Agricola Nicolini Giorgio
località Fontanella 26/a – 34015 Muggia, Trieste – IT
Telefono: 3403327265 –
nicolinigiorgio.ts@gmail.com
www.nicolinitrieste.com
Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
![]()
Grazie a Francesco Turri e a www.egnews.it per averci dato la possibilitĂ di ri/pubblicare i loro articoli




