Talli d’aglio: se li conosci li ami

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Nelle cucine super moderne arredate con mille scomparti, con superfici di acciaio, piani laminati, legni levigatissimi, mega frigoriferi e cassetti ermetici che si chiudono da soli, è difficile che “trapeli” il profumo di alimenti conservati. Stabilisce la moda che in cucina, anche nella propria casa, non debbano vivere odori che possano evocare, per esempio, all’ospite del pomeriggio, l’idea di cosa sia stato preparato a pranzo!
Conosco persone che nella loro cucina hanno bandito la frittura, perché ha un odore troppo persistente e sarebbe riconosciuta dai nasi più sopraffini!
Sono gli stessi che alla bruschetta tolgono l’aglio per paura dell’alito pesante, eliminandolo dai soffritti, e nel migliore dei casi, tanto perché non si dica che non se ne possiede affatto, mantenuto in scatole plasticose, ermetiche nel ripiano più infimo del frigo! La scatoletta da non aprire mai!
Adoro l’aglio!
La sua forma, tondeggiante a spicchi  con la buccia come l’ostia… Il suo colore bianco, etereo o rosso come quello di Proceno. Il suo utilizzo in cucina, quella tradizionale, quella gourmet! E soprattutto la sua straordinaria germogliazione: il tallo d’aglio.
Quanti di voi lo conoscono “il tarlo”?
Germoglio verde, tenero e resistente che nasce e cresce e che si pota, si taglia perché il frutto sottostante possa continuare a insaporirsi e crescere.
Potatori di aglio d’Italia unitevi! E portatemi i tarli! Difficilissimo trovarli in commercio, ne ricordo di buonissimi sott’olio, costosissimi, in vendita su bacheche “tipo gioiellerie” di botteghe di alta gastronomia.

Il ricordo più vivo e che si lega al gusto sono le padellate di tarli e patate nella cucina “odorosissima”di mia nonna! Dove viveva il “qui nun se butta gnente” e  “senti che bontà”!
Allora il mio consiglio per questo fine maggio è: uscire  da casa e se  avete piantato l’aglio correre a portare il tarlo. Se così non fosse andare nell’orto del vicino oppure chiedete dfotoei tarli al vostro verduraio di fiducia e cucinateli:

in padella con le patate,
fateci una bella frittata,
per i più curiosi un bel risotto,
usateli da aggiungere al ripieno per degli involtini.

Infatti il tarlo ha i sentori propri dell’aglio, ma molto più delicato e spiccatamente erbaceo. Dopo averlo preparato e degustato non abbiate paura, la vostra casa profumerà di soddisfazione e potrete baciare tranquillamente il vostro principe azzurro!

 

 

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