“Esprimo vivissima preoccupazione per l’azione di cui sono venuto a conoscenza il 14 ottobre 2016, relativa al sequestro di prodotti caseari, che riportano in etichetta marchi di produttori privati con l’indicazione dell’aggettivo ‘romano’, perché ritenuti lesivi del marchio Pecorino Romano Dop“. Così in una nota Carlo Hausmann, assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Lazio, secondo cui “si tratta di marchi regolarmente registrati e operanti da ben prima della registrazione del Pecorino romano e, tra l’altro, anche la Regione Lazio ha registrato tra i propri prodotti tradizionali la Caciotta Romana, altro prodotto caseario di ampissima diffusione e che utilizza lo stesso aggettivo“.
“Questa azione – continua Hausmann – è basata su una interpretazione normativa tutta da approfondire, crea un gravissimo danno alle aziende e deve essere al più presto bloccata. Chiediamo l’immediato intervento del Ministero delle Politiche Agricole e invitiamo il Consorzio di Tutela del Pecorino Romano Dop a considerare con grande attenzione la sua politica di difesa delle produzioni. Appare davvero strano che per tutelare un prodotto in massima parte realizzato sul territorio sardo e che utilizza il nome ‘romano’, si colpiscano imprese che operano per l’appunto a Roma, che utilizzano materie prime locali, qualificando il proprio prodotto in modo trasparente, senza incidere minimamente sulle dinamiche di mercato di un prodotto, il pecorino romano, a cui anche il Lazio tiene molto. Auspico che la situazione possa essere risolta quanto prima, con la piena soddisfazione di tutti”.
La stessa preoccupazione per il sequestro di prodotti caseari laziali che riportano sull’etichetta l’aggettivo “romano” in quanto sarebbe lesivo del marchio Pecorino Romano Dop è espressa dai consiglieri regionali del Lazio Enrico Panunzi, Daniele Sabatini e Riccardo Valentini. “Come ha giustamente sottolineato l’assessore all’agricoltura Carlo Hausmann di cui va apprezzata la tempestività nel denunciare questa vicenda – dichiarano i consiglieri regionali – siamo di fronte a prodotti presenti sul mercato prima della registrazione del Pecorino Romano: alcuni di essi, come la Caciotta Romana, sono riconosciuti come prodotti tradizionali anche dalla Regione Lazio. Il tempo della pazienza è davvero finito, ci sono aziende sottoposte a continue vessazioni. È necessario avviare l’iter procedurale per uscire dal Consorzio del Pecorino Romano Dop e creare un marchio di qualità proprio di questa Regione, anche per combattere una situazione che ha del paradossale. I requisiti di qualità e tipicità ci sono tutti“.
“Chiediamo all’assessore Hausmann – continuano – di farsi promotore di questa azione che avrebbe anche il pregio di respingere le prepotenze e le ingiustizie che subiscono le aziende laziali. Non si possono colpire le imprese del nostro territorio per tutelarne altre. Tra l’altro lo scorso maggio, raccogliendo le richieste delle aziende laziali, in Commissione Agricoltura è stata approvata una risoluzione che impegna la Giunta a prevedere interventi nel settore ovicaprino, proprio a cominciare dai produttori di pecorino romano. Bisogna attivarsi presso il Ministero al fine di ottenere una deroga per il prodotto ‘pecorino romano del Lazio’. Partendo da questo strumento, è giunta l’ora di tutelare al meglio le aziende del nostro territorio. Chiederemo, infine un’audizione in Commissione al presidente Daniele Fichera per approvare una risoluzione sul tema“.




