Vini bianchi e biologici stanno facendo la fortuna del Friuli-Venezia Giulia. Mentre per i primi si tratta di una conferma che viene dalla crescita imponente negli ultimi cinque anni, per i secondi è una grande novità: da parte del mercato c’è sempre più interesse per il vino biologico, un aspetto che sta spingendo i produttori ha convertire i vigneti della regione oltre la media nazionale (+52%, rispetto al +38% del totale Italia dal 2010 al 2014). Questi dati emergono da una ricerca sul mercato del vino
friulano a cura del Servizio Studi e Ricerche di Banca Monte dei Paschi di Siena, presentata a Codroipo (Udine) nell”ambito del
recente ConsumerLab, tavolo di lavoro pensato da Banca Mps insieme a 13 associazioni dei consumatori e attivo dal 2004.
Lo studio evidenzia come, con riferimento al periodo 2006-2015, il Friuli-Venezia Giulia mostri una crescita importante (77%) nella produzione vitivinicola, un dato significativo soprattutto se confrontato con il -3% registrato dall’Italia nel suo complesso. In aumento anche le esportazioniì: +10% del Friuli-Venezia Giulia, contro la crescita nazionaledel +5%. Si evidenzia così un’attenzione sempre maggiore verso la qualità del prodotto. Secondo una ricerca condotta da Ismea, infatti, negli ultimi anni, malgrado la crisi e la riduzione dei volumi dei beni alimentari acquistati, è cresciuta proprio l”attenzione per la qualità, la salutee il benessere. In particolare, il Friuli svetta sulla produzione di eccellenza rispetto alla media italiana: i vini Dop e Igp rappresentano infatti circa l”89% della produzione friulana, mentre in Italia si attesta al 66%.




