Saturnino di Forio. La parola a Ciro Mattera lo Chef poeta della parole golose.

Mi sento un poeta che non è vincolato ad un metro definito, che vuole far volare le parole gustose perché arrivino al cuore e rendano felice la mente e la pancia.

Infiniti sono i modi e le tipologie di viaggio. Ci sono quelli delle vacanze speciali, che si fanno una volta nella vita, ci sono quelle destinazioni che diventano irrinunciabili e non c’è mai un motivo solo per tornare, ma così tanti che si fa fatica a raccontarli. L’isola d’Ischia è uno di questi.

Stefania Coletta

Il Ristorante Saturnino di Forio da Ciro Mattera  e  Stefania Coletta, è tra le ragioni, le tappe, le chicche di chiunque non voglia perdersi il sapore verace dell’isola. Una vecchia insegna interna al locale ci racconta che il Saturnino fu aperto a metà degli anni quaranta da Filippo Dakin, “l’americano”, che troverà sull’isola l’amore della sua vita  e la professione di ristoratore. Ci viene raccontato come un luogo magico, crocevia di artisti e musicisti che impreziosivano l’isola. Con i tavoli affacciati sul porto di Forio, il Saturnino, ieri come oggi, mantiene quella poesia, perché una volta seduto hai proprio voglia di fermarti, restare e ritornare. L’accoglienza professionale e delicata della moglie Stefania accompagna la cucina di pesce e di terra che solo un ischitano attento ed emozionale come Ciro sa rendere.

Ciro Mattera

Questo chef minuto e con la mente veloce, dopo i primi saluti post-pandemia ci racconta della sua ultima avventura.

“Ero in Florida, sicuro di tornare per il periodo di Pasqua. Sono andato lì per lavoro, diciamo che ho voluto “giocare in un altro campionato”. Vorrei sperimentare e guardare verso altri paesi, una sorta di apertura mentale di semina verso l’estero. Andava tutto bene, lì non si parlava proprio del Covid-19, per fortuna la mia famiglia ha insistito che tornassi ed ho fatto  in tempo per il rotto della cuffia. Ho girato un video col telefonino dall’aeroporto di Boston. Ero fianco a fianco a un fiume di persone, niente distanziamento sociale o mascherina. Poche ore dopo, il 7 marzo ero al porto di Napoli, mi sono sentito perso, non c’era anima viva. Sul traghetto c’era un’aria pesante, anche il personale era preoccupato e sospettoso verso di noi pochi, poveri e confusi viaggiatori.

Come hai trovato la Tua isola? Forio? Che hai fatto nei mesi di reclusione? Come hai messo a frutto le tue esperienze e le idee che avevi maturato?

Ero veramente spaesato, voi tutti siete arrivati all’isolamento per gradi. Io ci sono stato catapultato dentro ma per fortuna non ne ho risentito per molto. Stefania ed io siamo stati a casa, non ci siamo fatti mancare nulla e una “strada” percorsa ogni giorno è stata proprio quella verso la nostra cantina dalla quale abbiamo potuto attingere togliendoci tutte le voglie enoiche che avevamo. Ho mangiato poco e bene e soprattutto ho preso il sole. Avendo una allergia, negli ultimi anni mi sono dovuto sottrarre a questa meravigliosa attività. Invece ho potuto godere del sole caldo e mi sono sentito carico. Ho ascoltato musica e letto molto. Lontano dallo stress di ogni giorno ho iniziato a pensare alle cose che contano.

Come hai pensato alla tua cucina inondato da questa “luce nuova”? Avete fatto dei cambiamenti al ristorante? Strutturali, menu?

Indipendentemente dalle disposizioni avevamo già immaginato un nuovo tipo di allestimento per il ristorante, con tavoli di legno ben torniti che possano ridurre al minimo il tovagliato. Una dimensione più conviviale, meno “ingessata”. Abbiamo voglia di ritornare quelli che eravamo e di mettere tutto il nostro impegno nella sostanza più che nella forma. Questa idea ci permette anche una detersione e sanificazione veloce ma molto più accurata e si sposa bene con la mia nuova idea di cucina. Non stravolgo nulla, non mi allontano da niente, anzi mi riavvicino.
Giovedì 4 giugno è iniziata la nuova stagione del Saturnino. Sono tempi difficili che però vogliamo trasformare in un’opportunità per tornare alle radici del nostro storico ristorante.
Cucina di tradizione, immediata, profumata, decisa. Un luogo deve sia possibile mangiare come atto conviviale, un inno alla spensieratezza e alla serenità. Abbiamo deciso di fare orario continuato da lunedì a domenica, dalle 12,00 alle 22,00.
La grande novità sarà dal 1° luglio quando, per tutti i giorni della settimana proporremo dalle 11,00 alle 19,00 “A Casa di Ciro”, un menu speciale per offrire l’esperienza della “marenna ischitana”. Marenna non merenda, eh, che è completamente un altro discorso. La marenna è un piacere che si può godere sia a colazione che a pranzo e anche come aperitivo. Un pasto genuino e gustoso, che evoca la tradizione dei piatti contadini, mangiati in campagna. Immaginate pane casereccio con fagioli o il pomodoro; un uovo a zuppete’; un’insalata caprese con la mozzarella di bufala campana; un’insalata cafona con patate, cipolle e pomodori; e un carpaccio di pesce e crostacei freschi. Accompagnato da vino e percoche o, chi preferisce, da bollicine. Questo menu è un tributo alle nostre radici, quando Il Saturnino aprì le porte ai primi ospiti, facendoli sentire a casa loro.

Ciro ci trasporta con la voce e il suo personale modo di narrare in una storia di gusti, ci sembra di leggere un racconto. Ma dopo tutti questi anni, come fai ad avere questa voglia, questa passione?

Questo blocco, tutto questo riflettere e pensare, ma anche il semplice formato del nuovo menu digitale mi hanno reso nuovamente libero. Mi hanno ridonato tutta la poesia che c’è in questo lavoro. Adesso vado in cucina e non è più la carta a dettare i piatti ma sono io che improvviso e creo a seconda del pescato fresco che i nostri fornitori ci dedicano ogni giorno! Arrivano alici meravigliose, piuttosto che un polipo da parata e allora via a pescare nella mente nelle ricette più immediate, usando quella verdura e gli agrumi, ad esempio, di cui la nostra isola è ricca. A Stefania basta un clic per aggiornare il menu digitale e i nostri clienti ottengono in tempo reale tutto il sapore della nostra creatività.
Ho l’animo in fermento, voglio far assaggiare, raccontare, creare quell’esperienza che solo ad Ischia si può provare. Mi sento un poeta che non è vincolato ad un metro definito, che vuole far volare le parole gustose perché arrivino al cuore e rendano felice la mente e la pancia. In questo momento in cui abbiamo paura che i clienti non arrivino, noi non vogliamo lasciare indietro nemmeno uno dei nostri dipendenti, anzi investiamo in nuovi concetti e azioni. Non è questo il momento di aspettare, di farci condurre, tocca agli ischitani credere nell’isola, nelle sue straordinarie potenzialità. Attrarre e riattrarre quel turismo che dell’isola vuole vivere ogni esperienza e il più a lungo possibile.  Noi ci siamo qui pronti ad accogliervi e conoscervi nel modo più bello, a tavola.

Ristorante Saturnino
Via Soprascaro, 17 (Zona Via Marina del Porto)
80075 Forio di Ischia
+39 081 998296
info@ristorantesaturnino.it
www.ristorantesaturnino.it

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