Pietro Zanoni: Valpolicella e tipicità

Pietro Zanoni ci attende a Zovo. Località collinare a nord ovest di Verona, in quel lembo di territorio tra la Valle di Negrar e la Val Pantena. Tanto è preciso nell’indicarci i confini che il suo racconto sembra quasi un abbraccio; una stretta affettuosa a questa parte di Valpolicella che già ci svela la passione e l’attenzione di questo giovane e bravo viticoltore.

Nelle frazioni di Avesa, Parona e Quinzano sono situati i 6 ettari e mezzo che costituiscono i terreni vitati dell’azienda del figlio del nipote del Bersan (del Bresciano). Pietro è la terza generazione di una famiglia di agricoltori, il nonno e il padre gli insegnano l’amore per la terra, il rispetto per essa e oggi lo lasciano erede vignaiolo in questa terra di mezzo.

carlo e zanoi
Carlo Zucchetti con Pietro Zanoni

La cantina alle spalle scendiamo subito nel vigneto. E’ un bel pomeriggio di sole e di luce.  Pietro ci accompagna vicino alla pianta di quella che lui chiama una “Corvina pesante”. Di buccia più dura, dissimile da quella che si trova comunemente dai vivaisti, caratteristica che la renderebbe meno delicata da estrarre. L’attenzione al territorio e alla sua identità ci appare chiara dalla scelta di allevare e vinificare solo le uve tipiche: Corvina e Corvinone, Oseleta e Rondinella.

Alla Corvina attribuisce le stesse caratteristiche caratteriali di una vecchia zia un po’ “spendacciona” – “E’ ottimista! Anche quando non c’è acqua, lei la spende, la manda via lo stesso. Questa mancanza di prudenza, può mandarla in stress, processo quasi impossibile poi da recuperare.  Invece il Corvinone e la Rondinella sono più rustici. La Corvina è facilmente attaccabile dalla mal dell’esca, malattia che riesco a tenere sotto controllo grazie al metodo di potatura Simonit e Sirch. Ho fatto il corso e poi ho insegnato il metodo ai miei operai. Per potare, diradare e sfogliare, lavoriamo seduti su un particolare carrellino (un suo brevetto) zanoni carrello

oliveto zanoni
Pietro Zanoni e Carlo Zucchetti nell’oliveto

Proseguiamo a camminare e di fianco a noi ci sono olivi appena potati, e più sotto un piccolo bosco in cui si fanno largo mandorli e susini, un nespolo, cespugli di finocchio selvatico, asparagi e un pezzo di pergola. Pietro è attento, è uno studioso, un profondo conoscitore, un curioso. Possiede le doti del bravo maestro: riesce a farci percorrere la storia degli impianti, delle sue piante, della sua famiglia, e legare ad essa quella millenaria del territorio, fin sulle tracce delle ultime quattro glaciazioni.

Ci spingiamo verso la parte dell’azienda dove si produce compost – “voglio vedere la sostanza organica, il fattore che mi fa stare meglio le radici nel terreno, quindi aria. Ciò si ottiene solo con il compost o il sovescio, ad altri sistemi non credo. Non sono certificato biologico ma di fatto lo sono. Uso rame, zolfo e microorganismi contro l’ovidio. Vivo qui con la mia famiglia, la mia casa è a pochi passi e principalmente per il nostro benessere mi interessa che il luogo sia salubre”carlo e zanoni8

La luce si attenua, ci avviciniamo alla casa, alla cantina. Arriva una macchina che porta risate squillanti. Sono i figli di Pietro, un maschietto ed una femminuccia, Davide e Sofia, che di ritorno da scuola con la mamma, saltano in sella ad una bici in condivisione e pedalano verso di noi nella campagna. Dopo pochi minuti il piccolo ci si fa incontro. Con Carlo ci accorgiamo subito che lo sguardo curioso e vivo è una bella caratteristica di famiglia. In un recipiente artigianale porta un “tesoro”, un nuovo amichetto da far vedere al papà: un vermetto.

cantinaDopo le sagge spiegazioni di Pietro, si premura che il nuovo ospite possa in fretta tornare al suo habitat naturale. I bambini ci fanno strada verso la cantina. Mentre Carlo e il padrone di casa di parlano di suoli, temperature, legni e vinificazioni, i bimbi, sotto lo sguardo attento della mamma saltano festanti tra una barriques e l’altra. Tutto è ordinato, pulito e profumato.barique

Assaggiamo il Valpolicella 2014, giocoso di beva, non impegnativo. Stessa considerazione anche per il Superiore 2014 a cui i 18 mesi in barriques non tolgono beva e frutto.

Carlo accenna al Ripasso e Pietro acquista la serietà di chi si trova nel momento in cui deve spiegare una idea propria, senza la presunzione di voler ragione per forza ma di indicare la strada ad un sentito ragionamento.

“Non facevo ripasso fino al 2011. Ho iniziato cercando di farne “la mia idea di Ripasso”, cioè come piace a me. Sono andato all’origine. La mia idea è che esso sia più un Valpolicella che un Amarone. Per me è importante la nota di buccia, la freschezza. Deve possedere l’idea dell’appassimento dell’Amarone, ed i suoi tannini buoni. Nel 2010, 2011, 2012 e 2013 ho recuperato una parte dei torchiati dell’Amarone, e sono tannini di buccia, ricchi di polisaccaridi, acidi dell’uva e bisogna stare molto attenti a non incorrere nel “verde” e perdere tannino. Il ripasso nasce come una seconda scelta non è affatto un Amarone baby. Non farei mai un Amarone zoppo per fare il Ripasso.

Lo guardiamo pescare l’Amarone 2014 “inizio con il legno forte poi passo ad un boisèe più leggero. Desidero per questo vino eleganza ed acidità. La malolattica è fondamentale, la freschezza che si sente ora diventerà burrosa e si sposerà con la nota appassita verso settembre”

Degustiamo L’Amarone 2013 e qui Pietro apre il discorso alle sue lunghe e attente sperimentazioni di legni e non solo. Ci spiega il suo metodo: un vero e proprio studio basato su un modello che vive di ripetizione ed uniformità a cui aggiungere, se necessario, una variabile di studio che serva a verificare qualcosa che vada compreso meglio.

Le parole magiche che ci sussurrano i vini di Pietro Zanoni sono: eleganza, facile beva, freschezza, profumi primari, uve mature, note appassite controllate, vigoria, energia.

Nel Valpolicella 2011 troviamo una Corvina che sa di fragolina, appare ben curata, genuina.

Siamo già passati oltre la cantina, nella sala degustazione, la moglie di Pietro ci attende con salumi e formaggi, si è fatta l’ora di cena, il tempo è volato. I bambini si preparano per andare a letto ma vogliono ancora ascoltare il racconto del papà che con un salto nel tempo ci riporta ai suoi 5 anni, quando il padre zappando trovava delle monete e le portava a casa. Quel “tesoro” oggi si è trasformato in uva dal “Campo Denari”.

in deguIl Ripasso 2012 possiede al naso una nota più chiusa, attendiamo perché più articolato del Valpolicella normale, lo zucchero serve al ripasso per lenire un tannino meno nobile.

Con un salto all’indietro arriviamo al 2006 del Valpolicella e dell’Amarone, Pietro ci spiega l’annata buona, piovosa. Troviamo il tabacco, le spezie. Le note oscure e di prugna del Corvinone.

Inarrestabili discendiamo nel Valpolicella Superiore 2003, un corpo intenso, con note fresche di fragola e ciliegia poco mature e fichi secchi. Lo stesso Amore 2003 è segnato dagli stessi indicatori: un vino “abbondante e generoso”. Gli aggettivi ci riportano a storie antiche e simboli cristiani. Santa Lucia, ci racconta Pietro, riceveva piatti con dolci e fichi secchi segno d’abbondanza.  L’Amarone 1999 è una vera sorpresa, espressione di un Corvinone che ci rimanda prugne acerbe.

Sono vini generosi che non serbano nulla delle uve che li compongono, restituiscono dei frutti le specificità proprie: della Corvina ciliegia e fragola, della Rondinella il fiore, dell’Oseleta quell’espressione quasi inchiostrata, acidità marcata e tannino, del Corvinone la prugna.

I bambini sono a nanna, l’oscurità ci rimanda le luci di una Verona lontana, il tavolo odora di vino, salumi e crosta di pane. E’ il momento del Recioto ne degustiamo un 2011 in anteprima e il 2002, in bocca non abbiamo dubbi il bosco, il mallo di noce la ghianda. Un modo ottimo di terminare questa giornata che ci ha investito di saggezze e di sapori, del rigore di un uomo che dello studio, in vigna e in cantina, fa insieme arte e scienza.

Pietro Zanoni è giovane di occhi di sguardo e di cuore, ringraziamo Lui e la Sua famiglia sicuri che la via intrapresa ci riserverà ancora ottime sorprese di gusto e d’amicizia.

Zanoni  fa parte de I Vini del Barbarossa  che si terrà  ad Acquapendente dal 15 al 17 agosto 2015.

copertina

 

 

 

 

Pietro Zanoni

Via Are Zovo 16 D – 37125 fraz. Quinzano, Verona

Tel. Fax 045 8343977

www.pietrozanoni.it

 

I Vini

 Valpolicella D.O.C.

Valpolicella Ripasso D.O.C.

Valpolicella D.O.C. Superiore

Amarone della valpolicella D.O.C.G.

Recioto della Valpolicella D.O.C.G.

 

 

 

Ti piace questo articolo?

Condividi su facebook
Condividilo su Facebook
Condividi su twitter
Condividilo su Twitter
Condividi su linkedin
Condividilo su Linkdin
Condividi su whatsapp
Condividilo su Whatsapp

Iscriviti alla Newsletter di Carlo Zucchetti