Grammi, etti, centilitri e decilitri imperversano in ogni ricetta che si rispetti. La porzione, la parte, il peso o la conta dell’ingrediente assume la”forma” della perfetta esecuzione. La “sostanza” si ottiene dal conto a monte dei commensali: ricetta per 4 prs… “Diamine siamo in sei” allora mano alla calcolatrice, “divido per 4 e il risultato lo moltiplico per sei”! E allora pronta in tavola con i ferri del mestiere: pentole e pentolini, recipienti calibrati, spatole, cucchiai, formine di legno, plastica, acciaio, rame, terracotta, silicone. Bricchi ed alambicchi. Non ultima: La regina della “ricetta calibrata” la bilancia. Quella piĂą scientifica, elettronica con la tara, e perchĂ© no, il conto delle calorie! Accendo anche il pc o l’Ipad, eh si! Ho bisogno di un video che mi traduca in immagine la perfetta esecuzione di verbi quali: impastare, montare a neve ben soda, mantecare, sbattere…!
E per la cottura!? Occhio ai termometri: per la carne, per l’olio che non bruci, piccoli timer da tavolo settati al millesimo di secondo, “preriscaldare il forno a 180 gradi”, eccolo che scatta con quel
trillo così forte che il gatto salta dalla sedia, la vicina crede che le stia squillando il telefono e l’inquilino che fuma la pipa al quarto piano e’ giĂ pronto a disinserire l’allarme antincendio! A me scatta l’ansia: non si gonfia, oppure non e’ rosolato come nel video… Come faccio? Ancora 5 minuti di cottura. Lo lascio in forno? Dove sei chef tutor telematico tanto sicuro di te? Dove posso chiamarti per sapere perchĂ©, dopo aver seguito al millimetro, al grammo, al secondo, le tue perfette indicazioni a me invece che uno sformato si e’ riprodotta una cosa che somiglia per metĂ alla nuvola di Chernobyl e per metĂ all’astronave di Star Trek?
Uffa! SarĂ dipeso dal “pizzico di sale”, dal mezzo bicchiere di(ma quanto cavolo e’ grande il bicchiere tuo?)dal cucchiaio di quell’altro, da quel famoso q.b. Che a me sembrava non bastare mai?
Mi calmo, mi siedo, mi faccio un caffè, con la miscela che mi piace, la guerra e’ finita. Sullo schermo dell’Ipad sostano impiastricciate impronte digitali di farina e zucchero, il mio tavolo di cucina sembra la scena del crimine di CSI: monconi di ingredienti, brandelli di pasta e gusci d’uovo. Con la “tazzuriella e caffè” fumante tra le dita saluto nella mente l’odore della napoletana sfrigolante sulla stufa economica della nonna. Ecco alla mente l’apertura della porticina piĂą in basso da cui uscivano sfornate pietanze deliziose che venivano prodotte con le dosi dell’esperienza e della saggezza. A occhio! A lume di naso! “Nonna e’ pronto?” “Tesoro lo senti il profumo” “non ancora” “e allora non e’ pronto”!
Cara Francesca Mordacchini Alfani che oggi festeggi il tuo compleanno, la torta che ti ho fatto non la potrai degustare poichĂ© la ricetta e’ così speciale che non ha peso per essere”forma”, ma solo “sostanza”. Ingredienti non molto ben dosati. Cangianti ogni giorno per noi che abbiamo la fortuna di conoscerti ed apprezzarti. Amicizia, stima, affetto, creativitĂ e gratitudine. Auguri Fra perchĂ© tutte le tue ciambelle riescano col buco!




