Pecorino romano, Pecorino sardo e Fiore sardo esclusi dal bando nazionale indigenti da 50 Milioni di Uero

Il Presidente del Consorzio Salvatore Pallitta scrive al Ministro Bellanova: " Inaccettabile".

Il Governo esclude il Pecorino romano, ma anche il Pecorino sardo e il Fiore sardo, dal bando nazionale indigenti da 50 milioni di euro.Durissima la reazione del Presidente del Consorzio Salvatore Pallitta che scrive al Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, definendo inaccettabile questa decisione e chiede l’ intervento della Regione e dei parlamentari sardi: “I problemi legati alla pandemia hanno colpito indistintamente tutte le indicazioni geografiche e le Dop italiane. Non è accettabile che lo Stato italiano intervenga in una fase congiunturale estremamente difficile come questa ignorando che esistano le Dop sarde che, fra l’altro, sono anche molto richieste nelle piattaforme di vendita e dagli enti caritatevoli. Noi – conclude Palitta – rappresentiamo il 95% della produzione nazionale ovina e nonostante le difficoltà vissute in questo periodo abbiamo garantito la lavorazione di tutto il latte, cosa che non è avvenuta in altre parti d’Italia, e sostenuto anche i caseifici in difficoltà sui prodotti da tavola. E’ perciò assolutamente impensabile che le nostre Dop isolane subiscano un’ingiustizia simile”.  Il bando è stato messo a punto per favorire la ripresa post pandemia del settore agroalimentare e per aiutare le famiglie indigenti: in pratica, il Governo acquista per 50 milioni i prodotti inclusi in un determinato paniere (aiutando così la filiera di produzione) e li destina ad enti caritatevoli (che li donano a famiglie bisognose). Lo stesso meccanismo del bando da 14 milioni del 2019, che includeva il Pecorino romano ma era legato alla cosiddetta vertenza latte, e che solo in parte è diventato operativo meno di 20 giorni fa. Il primo ad accogliere l’appello è il deputato di Fdi Salvatore Deidda, che ha subito presentato una interrogazione alla ministra Bellanova. “

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