Contrada Parisi Sprea di Badia

Marino dice che ha le gambe molli mentre assaggiamo la sua Saccola in una straordinaria verticale delle ultime 7 annate. Marino e Ottavia sono i testimoni di un tempo che sta per svanire. Per fortuna il figlio Dario con la sua compagna Liuba conservano ancora la vite e le varietà trovate nel vigneto di papà. La vecchia vigna, Marino l’ha ereditata dal papà Cirillo, ma già il nonno Gioacchino coltivava questa vigna da sempre, ben prima della fillossera. Qui ogni muro aveva vite e la valle produceva uva anche nelle zone montane più alte come San Bortolo. Nonno Gioacchino produceva, in particolare, una Saccola passita particolarmente buona.
Quello di Dario e Marino Anselmi si può quindi veramente definire un archeo vigneto.

Nel panorama vitivinicolo veronese è sicuramente un unicum sia per il suo posizionamento ad oltre 700 m s.l.m. in località Sprea di Badia, in Alta Lessinia, che per la ricchezza della sua biodiversità viticola.
Parliamo di circa 5.000 m² di vigna con una pendenza che raggiunge il 35%, allevato a Pergola Trentina tradizionale, senza l’utilizzo dei fili di ferro, con sesto di impianto di 3,5 m. × 1 m.
I suoli sono sostanzialmente calcarei. Il vigneto ha, sicuramente, più di 100 anni. Molte viti sono a piede franco e la varietà più diffusa è un vitigno sul territorio chiamato Saccola ma che l’analisi del DNA ha rivelato essere la Pavana.
Si tratta di un vitigno a bacca rossa di buona vigoria con portamento della vegetazione semieretto e con una buona produzione.
La sua caratteristica è di avere un’acidità molto elevata con una buona evidenza dell’acido malico e ciò la rende assolutamente interessante in un momento di forte cambiamento climatico per i suoi molteplici utilizzi enologici.
I vini sono quindi caratterizzati da un colore molto intenso, da una forza acida molto evidente, da gradazioni zuccherine nella media e il vino deve affinare per alcuni anni prima di esprimere il suo migliore potenziale.
San Mauro di Saline

E finalmente dopo anni di studio da parte di Graspo, la Saccola esce dal campo di conservazione originale di Sprea e diventa realtà produttiva nel vigneto di Michelangelo Alberti sui Monti Lessini.
Siamo nell’azienda di Pamela Campara e Michelangelo Alberti a San Mauro di Saline in provincia di Verona. È una innovativa esperienza a queste quote, siamo vicino agli 800 metri di altitudine.
Michelangelo, uomo coriaceo innamorato della sua terra ha avuto in papà Giovanni e mamma Maria Cariso, due fondamentali supporti per il suo progetto.
È una storia fatta di normalità, duro lavoro e attaccamento alla famiglia, quella dei genitori di Michelangelo. Il papà allevatore ha sempre coltivato la terra assieme a Maria, una simpatica e capace calabrese innamorata della Lessinia.
Michelangelo e la viticoltura sono un amore tardivo, ma l’amore per la sua terra sembra oggi sovrastare l’originaria vocazione da impresario edile. La degustazione della vinificazione della Saccola realizzato da Graspo, con l’uva del vigneto storico di Marino Anselmi, scatena però il suo entusiasmo.
“Un percorso di ricerca che ha confermato come la Saccola sia una varietà adatta a giaciture con altitudine elevata – spiega Michelangelo – dove si presenta con una buona vigoria, un portamento della vegetazione semi-eretto, con produzione buona e costante. Presenta una buona fertilità delle gemme, scarsa quella basale, per cui predilige le potature lunghe. Il grappolo, sebbene a volte di dimensioni elevate, si presenta spargolo e raramente attaccato dalla botrite.
Il contenuto zuccherino delle bacche risulta sempre non eccessivo mentre l’acidità è risultata piuttosto elevata. In generale è un vitigno abbastanza rustico, ben tollerante alle principali crittogame.”
Risultati incoraggianti dopo finalmente dopo tanti anni di studio
Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
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