Sono stati scelti, nell’ambito dell’evento BarItalia Hub svoltosi al Palazzo del Ghiaccio di Milano, i dieci finalisti del concorso Miscelatore Futurista Record Nazionale 2016 promosso dall’azienda Giulio Cocchi di Asti, che dal 1891 produce vermouth e spumanti tradizionali, in collaborazione con altre case storiche della liquoristica italiana: Alpestre, Campari, Fabbri, Luxardo, Nardini, Pallini, Strega e Tassoni. La finale si svolgerà il 4 luglio a Torino. Ecco i finalisti:
Roberto Abbadati del M.A.S. con la polibibita Densobolla.
Mirco Camilletti del Green Bar di Fano (PU) con la polibibita Gusto Doppio.
Giulia D’Alberto del Close di Palermo con la polibibita Primo Soccorso.
Valerio Dussich del Bancoventisei di Latina con la polibibita V.a.f.f.a.
Elisa Favaron del Palazzo delle Misture di Bassano del Grappa (VI) con la polibibita Svegliappetito.
Cinzia Ferro dell’Estremadura Café di Verbania con la polibibita Svetta.
Carlotta Linzalata dello Smile Tree di Torino con la polibibita L’iperveloce.
Nicola Mancinone dell’Hemingway Cocktail Restaurant di Alba (CN) con la polibibita La Eco-Logica.
Enzo Tana del Business Caffé di Casoria (NA) con la polibibita Teatro della Sorpresa.
Valerio Trentani del Mandarin Oriental di Milano con la polibibita Mi è caduto il bicchiere.
La selezione dei dieci cocktail (o polibibite) finalisti è avvenuta davanti al notaio: di altissimo profilo la partecipazione al concorso, con evidente ricerca storica e filologica tra le polibibite inviate. Una giuria d’eccezione sceglierà il 4 luglio a Torino il Miscelatore Futurista Record Nazionale 2016 che volerà al Tales of the Cocktail di New Orleans (19 – 24 luglio): Fulvio Piccinino, autore del libro La miscelazione futurista, Erik Lorincz, head bartender dell’American Bar del Savoy di Londra, Christian Maspes, head bartender del Gong Bar allo Shangri-La Hotel, Leonardo Leuci del Jerry Thomas Speakeasy di Roma, Rossella De Stefano, direttore di Bargiornale e Roberto Bava, amministratore delegato di Cocchi.
“Si tratta di una competizione anomala, qui sono le ricette che vincono – dichiara Bava – L’obiettivo è raccogliere un corpus di polibibite che sarà la base per il rilancio di questo stile vintage ma 100 % italiano rispetto alle altre scuole di miscelazione. Siamo molto soddisfatti per il livello delle ricette e il lavoro di studio intrapreso dai concorrenti. Nonostante questo fosse un concorso impegnativo, la partecipazione è stata entusiastica da ogni parte d’Italia, con la gradita sorpresa di una grande presenza femminile. La miscelazione futurista è un’occasione per la più autentica produzione italiana di vermouth, bitter, grappa, amari, liquidi di tradizione regionale e anche vino, di essere ingredienti più importanti nel rinato mondo dei cocktail, che per noi sono ‘polibibite’”.





