Il mese di maggio regala alla Tuscia la maggiore concentrazione di feste tradizionali che legano insieme folklore locale, storia, mito e religione. Da nord a sud del Lagodi Bolsena diversi “paesani” sono in fermento nell’onorare e riproporre antichi riti propiziatori, di omaggio, legati al culto religioso.
Questa settimana si inizia dalla straordinaria “Barabbata” della cittĂ di Marta del 14 Maggio, dedicata alla Madonna del Monte, e si termina con la Festa dei Pugnaloni di Acquapendente domenica 18 con una anteprima questa sera con la “notte bianca” in cui si potranno visitare i laboratori dove sono esposti e in fase di completamento gli splendidi quadri/mosaico composti con petali di fiore dedicati alla Madonna del Fiore.
Pugnaloni è il nome derivante da quello dei pungoli, antichi attrezzi agricoli: bastoni con punta ferrata usati dai contadini nei campi per spingere, pungolare, gli animali. La leggenda narra che questi attrezzi vennero usati come arma contro Federico Barbarossa e per questo portati in processione, inghirlandati dai fiori di maggio e di ciliegio dai contadini che sfilavano dietro la statua della Madonna sin dai primi tempi della Festa. Domenica 18 maggio alla Madonna viene dedicata la sfilata dei Pugnaloni, realizzati con arte studio e saggezza dalla più parte degli acquesiani. La sfilata dei quadri è seguita dal corteo storico e dagli sbandieratori, al suono delle chiarine. Tra di loro c’è anche la gara del Pugnalone più bello, premio assegnato al loro arrivo in piazza.
Nella tradizione contadina acquesiana, prodotto tipico locale di spicco è il Farro del Pungolo. Il farro coltivato ed utilizzato fin dall’antichità , venne soppiantato nel Medioevo dall’utilizzo di altri frumenti considerati più nobili. Attualmente si sta riscoprendo per le sue qualità dietetiche, molto ricco di proteine e povero di grassi, non contiene colesterolo, quello non trattato è ricchissimo di fibre, utili al nostro organismo per la digestione.
Ecco una buona minestra di Farro
Ingredienti per 4 persone:
250 gr. di Farro del Pungolo di Acquapendente (ricordate che il farro va preventivamente posto in ammollo per alcune ore)
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 spicchio d’aglio
2 pomodori
Rosmarino
EVO della Tuscia
Sale
Pepe
Preparazione:
Lavate tutte le verdure e tagliate a pezzetti. Mettete a soffriggere in una casseruola con un po’ d’olio. Aggiungete il rosmarino e gli aromi che siete soliti utilizzare e che piĂą amate, e lasciateli cuocere per circa 10 minuti. Unite i pomodori tagliati a pezzetti.
Quando i pomodori si saranno amalgamati al soffritto, aggiungete il farro e fatelo scottare un po’. A questo punto, versate nella pentola 1 litro d’acqua (oppure un brodo vegetale che ne esalti il gusto). Lasciate bollire il farro per circa 40 minuti e ritiratelo poi dal fuoco. Aggiustate con EVO della Tuscia, sale e pepe a piacere.
Questa ricetta può avere infinite varianti: aggiungendo legumi, verdure, funghi, carni, etc. etc.
Per cui largo alla fantasia perché non sia la solita minestra… tantomeno riscaldata!







