L’Uva Greca Puntinata fa sul serio

Sarà promossa da Graspo al Merano Wine Festival venerdì 7 novembre a Taste Terroir 2025
Copertina Articolo Graspo uva greca

 

La prima volta che siamo stati ad Acquapendente era per incontrare Alvio Fusi, il primo vero custode, di un’antica varietà di vite qui denominata Uva Greca Puntinata.
Non potevamo certo immaginare in quella occasione che la determinazione di Alvio, recentemente scomparso, e quei suggestivi 600 metri quadri di vigna potessero poi generare tanto entusiasmo e partecipazione attorno al recupero di questo vitigno.
Il merito va sicuramente ad un progetto proposto e sviluppato da Fattorie Solidali, una Cooperativa Sociale agricola costola produttiva della Cooperativa Sociale Alicenova, ha inserito la salvaguardia e la valorizzazione dell’Uva Greca Puntinata in una più strutturata azione di promozione dei prodotti locali nell’ambito del progetto Trevinano Ri-Wind.
Un percorso di ricerca e condivisione che inizialmente ha coinvolto tutti gli attori sul territorio a partire dal Comune di Acquapendente in Tuscia, dall’A.R.S.I.A.L., dal Ministero della Cultura, fino alla Riserva Naturale di Monte Rufeno, ai vivaisti locali e quindi a tanti produttori che hanno voluto raccogliere da Alvio Fusi il testimone per la tutela di questo vitigno.

Elisa Calanca, Giuseppe Casella, Angelo Vitali, Aldo Lorenzoni, Massimo Bedini

Da queste premesse nasce anche il coinvolgimento diretto di G.R.A.S.P.O. cui è stata affidata una parte significativa del progetto che prevede non solo una ricognizione sul territorio delle testimonianze residuali di questo storico vitigno ma una vera caratterizzazione viticola ed enologica del suo comportamento nei diversi areali.
Protagonisti di questo progetto sono oggi tutti i custodi locali dell’Uva Greca Puntinata coordinati da Massimo Bedini storico direttore della Riserva Naturale Monte Rufeno che ha una piccola vigna in località Le Crete su suoli argillosi a destra del fiume Paglia ed oggi attivo ambasciatore di GRASPO nella Tuscia.
Con lui sono entrati in questa bella avventura altri produttori storici come il figlio di Alvio,

Andrea Fusi, figlio di Alvio

Andrea Fusi con il suo vigneto ancestrale, in località Valtieri su suoli pozzolanici di origine vulcanica, di oltre 100 anni dove le viti sono allevate su sostegno morto a doppio palo incrociato oppure su palo di castagno con pioli posti a croce sfalsata, localmente detto “mollone”.
Alberto Caprasecca, classe 1945 che custodisce in località Acquaviva un vecchio vigneto che potrebbe avere addirittura 240 anni residuo della storica piattaforma ampelografica di Acquapendente.
“Prima facevo l’insegnante di educazione fisica – ci racconta Alberto – ma da quando sono in pensione mi dedico a questa mia vecchia passione coltivando viti, olivi ed allevando galline. Anche se recentemente ho piantato un po’ di Sangiovese qui il rosso non c’è mai stato, qui era tutto Greco Puntinato come dimostrano le foto aeree della seconda guerra mondiale.”

Franco Bertoldi, Daniele Ronchini e Giuseppe Casella

Con sorpresa tra le sue viti di Uva Greca Puntinata abbiamo trovato un’altra varietà storica, a bacca bianca localmente chiamata Dilupercio. Le analisi del DNA hanno definito essere il Drupeggio una antica cultivar orvietana ma da sempre presente anche qui e che da questo momento entra ufficialmente nel progetto.

Con loro incontriamo anche Michele Zucca che ha la sua vigna in località Procoio e Daniele Ronchini in località Pian Ferrone là dove iniziano i calanchi.

Abbe Friedrikstand

Sempre rimanendo ad Acquapendente, in località Locrafroco, su suoli vulcanici ma di origine basaltica, troviamo Anne Friedrikstad, giornalista della TV norvegese, che da circa 15 anni coltiva con passione il suo vigneto di Uva Greca Puntinata.

Per rintracciare altre testimonianze di questo vitigno arriviamo fino a Gradoli, un grazioso borgo con vista panoramica sul vulcanico Lago di Bolsena, da Gaetano, Massimo e Lina Calcagno dell’azienda vivaistica Viti sul Lago. Qui sulle sponde del Lago hanno creato un vero centro di biodiversità viticola.

Gaetano e Massimo Calcagno

Un luogo magico per GRASPO sulle tracce dell’Uva Greca Puntinata ma incrociando i destini di altri misteriosi vitigni a bacca bianca come il Romanesco (Bellone), il Pitino bianco (Vermentino) e l’Uva dei Vecchi che provengono da Montefiascone.

Per tornare quindi ad Acquapendente a S’Osteria 38, una delle tappe da non mancare sulla via Francigena, per incontrare Angelo Vitali che guida le attività produttive di Alicenova ed Elisa Calanca responsabile del progetto.

Angelo Vitali

“E’ fuori di dubbio che la viticoltura diffusa in tutto il comune di Acquapendente e comuni limitrofi dove ritroviamo questo vitigno – spiega Angelo Vitali – possa avvalersi di uno stretto legame di identità tra i suoi vini ed un paesaggio pienamente conservato e ancora da proporre nei suoi angoli più caratteristici.”

Elisa Calanca

“Questo progetto- puntualizza Elisa Calanca– si propone di dimostrare come questo vitigno abbia caratteristiche così identitarie da rimanere se stesso anche se declinato nei tanti terroirs in cui oggi è ospitato”.

Massimo Bedini

“Da questa ricerca anche grazie al lavoro di GRASPO ci attendiamo – conclude Massimo Bedini – una serie di risultati enologici che dimostrino la perfetta sintonia tra vitigno e ambiente e le reazioni dello stesso ai fattori termici, idrici, pedologici e colturali, un’immagine di prodotto nella quale l’ambiente, l’uomo e il vitigno siano i tre elementi dal cui incontro ne esce un vino unico e irripetibile.
Ci piacerebbe anche asseverare la duttilità di questo vitigno dalle origini lontanissime che si adatta bene ai vari metodi di vinificazione senza perdere identità e dinamismo.”

Per degustare quindi in anteprima assoluta l’Uva Greca Puntinata in purezza appuntamento al Merano Wine Festival venerdì 7 novembre nell’ambito di Taste Terroir 2025 dove GRASPO sarà presente con 12 custodi da tutta Italia.

Il viaggio continua…
Foto di Giuseppe Casella
graspo@carlozucchetti.it
 

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