Dal nuovo numero del Corriere Vinicolo, la testata di settore di Unione Italiana Vini, con un articolo di Carlo Flamini si evince che sono poco più di 750 milioni le bottiglie di cui 600 milioni a denominazione di origine, con il Prosecco D.O.C. che domina (56% degli imbottigliamenti) ma anche con una varietà infinita di produzioni che superano abbondantemente la tradizionale linea produttiva del Po. Il meraviglioso mondo delle bollicine italiane, secondo gli organismi di certificazione U.I.V. , vale quindi 750 milioni di bottiglie l’anno, dove il Prosecco registra un’effervescenza produttiva unica nel panorama mondiale degli Sparkling, con l’80% delle denominazioni che non superano i 2.000 ettolitri di imbottigliato annuo (meno di 270 mila bottiglie). Le Micro-produzioni sono l’espressione dell’enorme varietà di vitigni e della passione per lo spumante che ha contagiato il nostro Paese in vigna e sugli scaffali, con una propensione all’export per oltre il 70%.
Nel 2020 gli imbottigliamenti di vino spumante in Italia sono ammontati a 5,6 milioni di ettolitri, pari a 750,6 milioni di bottiglie da 0,75 litri. A questo numero, si legge nel dossier, si arriva sommando 438 milioni di bottiglie di spumante D.O.C. (58%), di cui 417 milioni di Prosecco D.O.C., 182 milioni di D.O.C.G. (24%), 6 milioni di Igt (1%) e il resto di varietali e comuni, questi ultimi stimati (in quanto fuori dai circuiti di certificazione) attorno ai 107 milioni di pezzi. A livello di territorio, e restringendo l’analisi ai prodotti D.O.P., I.G.P. e varietali, il più grande bacino produttivo è ovviamente il Veneto (3,9 milioni di ettolitri, pari a 528 milioni di bottiglie). Seguono gli spumanti piemontesi (69 milioni di pezzi, l’11% del totale) e quelli lombardi, con una quota del 3%, equivalente a 21,3 milioni di bottiglie. Un grande risultato in un periodo di emergenza sanitaria, economica e sociale legata al Covid senza precedenti.





