Le declinazioni del Bellone di Cincinnato

Bellone +11% dal 2020 a oggi nella regione
560 hl di I.G.T. Lazio Bellone Spumante (Fonte Arsial)
Copertina Cinci

 

Cincinnato, realtà cooperativa di spicco nel panorama enoico della regione, nata nel 1947 e orientata, ormai, ad una produzione di qualità basata soprattutto sull’utilizzo di vitigni storici coresi quali il Bellone, il Nero Buono e altri della regione come Cesanese, Malvasia Puntinata e Greco, ha organizzato una doppia verticale di
Brut Korì Metodo Classico;
Cori D.O.C. Bellone Enyo.
La cantina ha, infatti, avviato la sperimentazione su queste due tipologie che si affiancano all’etichette storiche come il Cori D.O.C. Bellone Castore, Cori D.O.C. Bellone Quinto in versione ferma e lo Brut Spumante Charmat in produzione da oltre 40 anni (dal ’76, il primo Bellone spumantizzato nel Lazio).

Il Bellone, ha il grappolo piuttosto grande, di forma cilindrico conica, serrato e/o semiserrato e, in alcuni casi, provvisto di un’ala. Acino di media grandezza, sub-rotondo con buccia spessa, resistente, piuttosto pruinosa, di colore giallo con striature marroni, dotato di un corredo olfattivo primario accattivante con toni di frutta da guscio fresca, fiori ed ebe di campo.

Nazzareno Milita

Cincinnato, come rimarcato dal suo presidente Nazzareno Milita e dalla responsabile marketing e comunicazione Giovanna Trisorio, ha puntato molto su questa varietà ampelografica dai grandissimi potenziali e dagli ampli margini sperimentativi.

Abbiamo degustato:
Brut Korì Metodo Classico 2015 (sboccatura 06/2019);
Brut Korì Metodo Classico 2016 (sboccatura 11/2022);
Brut Korì Metodo Classico 2017 (sboccatura 05/2023);
Brut Korì Metodo Classico 2018 (sboccatura 12/2023);
Brut Korì Metodo Classico 2019 (sboccatura 01/2024);
Brut Korì Metodo Classico 2020 (sboccatura 03/2024).

Cori D.O.C. Bellone Enyo
annate 2017; 2018; 2019; 2020; 2021; 2022.

Le due batterie hanno posto in evidenza una linearità di sviluppo nel caso del Korì, che, attese le naturali differenze derivanti dall’influenza delle diverse annate e da differenti tempi di permanenza sui lieviti , ha stigmatizzato la capacità del vitigno di palesare un corredo aromatico

Il Bellone fermo, a differenza del fratello spumante, ha sottolineato il caleidoscopio di variabilità stilistica di cui il vitigno è capace.
In sintesi si è trattato di una degustazione di grande fascino derivante dalle potenzialità e capacità espressive del Bellone che ha posto in evidenza la ragguardevole predisposizione dell’uva alla spumantizzazione mediante il metodo classico e la profonda complessità delle versioni ferme.

Cori

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