
È il primo pomeriggio, Davide ci aspetta di fronte al suo grande capannone dove sono ricoverati i trattori e gli attrezzi della sua attività, il suo quartier generale. Sguardo aperto e sorridente, Davide è persona disponibile ed impegnato socialmente, da poco ha rilevato il testimone di presidente CO.DI.VE. (Consorzio Difesa Verona) da Luca Faccioni che per 15 anni ne è stato presidente. La visita di Graspo è legato al rapporto fra gruppo di ricerca ampelografica e Codive, sponsor della pubblicazione del libro sui vitigni storici e rari di Graspo. Il Consorzio nasce nel 1972, come espressione ed applicazione della legge che costituiva il fondo di solidarietà per l’agricoltura, creato nel 1969. Il fondo di solidarietà è pietra miliare dell’attuale sistema di assicurazione a tutela del reddito a fronte di situazioni climatiche avverse. La grandine in particolare è sempre stata un flagello che ha colpito in modo devastante la pianura padana, costituita da due punti opposti di concentrazione grandinigena, dove il fenomeno è maggiormente presente rispetto la media nazionale; Asti e Verona. Va da sè che la tutela assicurativa del reddito, anche se passiva, rimane l’unico sistema utile presente.

“ Causa dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione, le assicurazioni in agricoltura, ci dice Davide, sono diventate indispensabili per la sopravvivenza delle imprese agricole. È nostro compito informare gli agricoltori sulla necessità della corretta gestione del rischio in agricoltura e promuovere l’adesione a polizze danni al di là delle catastrofi”.
Davide Ronca coltiva un vitigno a bacca bianca, da lungo tempo coltivata nella zona di Pastrengo e dintorni, nominata “ua che liga”, tradotto uva acerba, aspra con una acidità importante. La varietà era stata portata, secondo il vignaiolo Claudio Filippi , dalla famiglia Pol di Lazise. Davide ha fatto eseguire l’analisi del DNA nel 2012 che ha certificato trattarsi di Vitis vinifera non presente nel catalogo internazionale dei DNA (quindi sconosciuta). Grazie alla lungimiranza di Davide il vitigno è tuttora coltivato. Prima di estirpare il vigneto, dove erano presenti alcuni ceppi della varietà in questione, ha, infatti, propagato 200 barbatelle. Ora il vigneto è produttivo ma l’uva in questione non è mai stata vinificata in purezza.

La nostra visita è purtroppo coincisa con una forte grandinata che ha interessato anche i filari di questa uva. Graspo si è impegnato a vinificare, per conto di Davide. Con la vinificazione pensiamo di contribuire al completamento del quadro di conoscenza delle potenzialità di questa uva a partire dalla spumantizzazione.
Il viaggio continua…
Foto di Gianmarco Guarise
graspo@carlozucchetti.it
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Grazie a Francesco Turri e a www.egnews.it per averci dato la possibilità di ri/pubblicare i loro articoli




