“La Regione Lazio, in collaborazione con Arsial, porta a Vinitaly 2025 il meglio della sua produzione enologica: un mosaico di territori, vitigni e saperi che esprime l’identità dei propri territori e il dinamismo di un settore in grande crescita.”
Situato all’ingresso Cangrande, il padiglione del si estende su 2.450 mq, con un ampliamento del 20% rispetto all’edizione precedente.
“Il progetto architettonico, firmato Westway Architects, trae ispirazione dagli antichi acquedotti romani, coniugando design contemporaneo e richiami alla storia millenaria della regione.”
Il padiglione, come negli anni dieci, è articolato in due livelli:
piano inferiore: con gli stand delle aziende partecipanti
piano superiore: con due sale per le masterclass e un’area ristorazione.
I numeri della regione:
3 D.O.C.G., 27 D.O.C., 6 I.G.T., 37 vitigni storici.
18.000 ettari vitati, oltre 400 cantine attive e una produzione nella vendemmia 2024 di 730.000 ettolitri di vino (+ 64% rispetto al 2023 – fonte Sian), con una forte prevalenza di bianchi (74%) sui rossi (26%).
Il 15% dei vigneti sono in biologico (+32% rispetto al 2016 – fonte Sinab).
Una filiera con oltre 230 milioni di euro all’anno di valore di produzione, 66% dei quali dalle sole denominazioni DO/IG (fonte Ismea- Qualivita) e un export di vino pari a 82 milioni di euro
(+ 71% rispetto al 2014 – fonte inumeridelvino.it).
Saranno previsti:
un percorso enologico, curato dalla Fondazione Italiana Sommelier (FIS), composto da otto masterclass blind tasting;
tre masterclass dedicate ai tre Consorzi partecipanti;
una masterclass curata da Gambero Rosso e dedicata ai Tre Bicchieri della nostra regione;
un’area ristorante “stellata”, curata dallo chef stellato Marco Bottega, Aminta Resort di Genazzano
Tra le attività previste per questa edizione, figura anche il Pinsa Party: un evento dinamico che animerà il padiglione, la sera del 6 aprile, (so’ de la lazzzio?! n.d.r.) tra stand aperti, vini e la vera Pinsa Roma.




