Il Coniglio Verde Leprino e la Chiocciola, una favola che finisce in padella.

nuova

Non una favola di Esopo.

La chiocciola protagonista del titolo di questo nuovo appuntamento settimanale con la Ricetta con la Toque, è quella che fa da marchio ed attestazione di qualità per l’Associazione Slow Food.

La lumachina virtuosa ha ispirato i fondatori di questo movimento che hanno fatto della lentezza una qualità indispensabile alla conoscenza e al gusto.

Tra i tanti prodotti editoriali di Slow Food, vi è una guida dedicata alle Osterie d’Italia. La mission è quella di “raccontare i territori in cui le cucine nascono, i prodotti che usano, le tradizioni che le hanno generate”. Osterie d’Italia nell’edizione 2015 segnala ben 1733 locali di tutto lo stivale. Alle migliori osterie che più di altre entusiasmano per ambiente, cucina e accoglienza, viene assegnata la Chiocciola, quest’anno 241 locali. Nella Tuscia Viterbese abbiamo una Chiocciola nella città di Viterbo assegnata all’Osteria TrediciGradi. La ricetta di oggi del Coniglio verde Leprino alla Viterbese esce proprio dalla cucina dalla infaticabile cuoca Annalisa e il suo staff tutto al femminile. Una squadra ben assortita capitanata e coadiuvata in sala dai fratelli Luca e Angelo Proietti Palombi, che della loro passione per il buon vino e i prodotti tipici locali hanno sicuramente messo a punto la giusta formula per questo locale tutto da assaporare. Dinamici attenti osti, non mancano di organizzare serate a tema, eventi e manifestazioni come ambasciatori viterbesi del “buono pulito e giusto”, le tre parole chiave proprio dello Slow Food di cui Angelo è anche l’attento fiduciario provinciale. Bando alle ciance, corriamo in cucina a preparare il coniglio o telefoniamo ai nostri amici per prenotare al TrediciGradi una cena con la cucina della Tuscia “chiocciolata”.

 

Coniglio Verde Leprino alla Viterbese:

Ingredienti per 6 persone:
1 coniglio leprino verde da 1, 5 kg
20 gr di capperi sotto sale
6 alici dissalate
2 spicchi d aglio
Salvia, rosmarino
Peperoncino
E.V.O.
Sale
1 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere di aceto di vino bianco
Brodo vegetale q.b

Pulite il coniglio. Eliminate la testa e le zampe e lasciatelo a bagno una nottata. Tagliatelo a pezzi e asciugatelo. In un tegame fate soffriggere 2 spicchi d’aglio, salvia , rosmarino e peperoncino. Appena saranno imbionditi toglieteli dal tegame e aggiungete il coniglio a pezzi, che avrete infarinato. Fatelo rosolare un poco, sfumandolo con il vino bianco e poi con l’aceto. Aggiungete un pesto fatto con i capperi e le alici, salate e pepate. A questo punto aggiungete brodo fino a fine cottura.
Tempo di cottura 1 h e 30 minuti

3DC gradi
 

 

 
 
 
Via Cardinal la Fontaine 28, 01100 Viterbo

+39 0761 305596

 

Per saperne di più:

coniglio vivo

Il Coniglio Verde Leprino

Le caratteristiche della carne del Coniglio Verde Leprino di Viterbo sono dovute essenzialmente a due fattori: l’appartenenza degli animali alla razza “Leprino di Viterbo”, appositamente selezionata per iniziativa della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, e le modalità di allevamento.
L’allevamento previsto per il Coniglio Verde Leprino di Viterbo è all’aperto, così da ottimizzare le condizioni sanitarie ed eliminare l’inalazione di odori sgradevoli che si vanno a fissare nelle carni.
Gli animali sono alimentati con mangimi bilanciati non medicati o con fieni o foraggi freschi.
Le carni sono considerate di particolare pregio in quanto ricche dal punto di vista proteico e a basso contenuto lipidico.
Inoltre l’allevamento non prevede l’uso di medicinali e al manifestarsi di qualsiasi
sintomo di patologia gli animali sono abbattuti.
Solo la vaccinazione è ammessa ed è facoltativa. Gli allevatori del Coniglio Verde Leprino appartengono a un Consorzio che li assiste nelle diverse fasi dell’allevamento, fornendo loro gli animali in purezza di razza.
Il Consorzio fa riferimento al Centro sperimentale allevamenti cunicoli alternativi dell’Università degli Studi della Tuscia, per tutti i controlli sugli allevamenti e sullo stato sanitario dell’animale.

Marchio Tuscia

http://www.tusciaviterbese.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

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