Enoteca La Torre group: Non sarà facile. A noi piacciono le sfide, siamo pronti per questa nuova prova.

Silvia Sperduti "Siamo consapevoli che ci vorrà tempo e dedizione. Quanto prima le cose si rimetteranno in moto, ma i tempi e i modi saranno differenti. Dobbiamo essere pronti al cambiamento e a saperlo gestire. A noi piacciono le sfide, siamo pronti per questa nuova prova."

L’Enoteca La Torre group è una articolata realtà nata a Viterbo, dove ha ancora la base operativa del Catering, spostatasi poi a Roma. Dalla sua nascita a oggi ha inanellato una serie di successi nel mondo della ristorazione dedicata sia ad aziende che a privati, diventando un sicuro e prestigioso indirizzo gourmet che vede il suo apice nell’Enoteca La Torre a Villa Laetitia, Stella Michelin sul lungotevere romano.

Una teoria di eventi da menzionare a partire dai quarant’anni del Capitano (è pleonastico dirlo, ma è doveroso partire da qui, trattandosi di Francesco Totti! ), all’organizzazione di un centinaio di eventi in tutta la penisola per il G7 Italia del 2017. A cui si aggiungono il supporto a Microsoft al Colosseo, alla Filarmonica a Ponte Vecchio a Firenze, alla sfilata per Pitti Uomo senza dimenticare il Vanity Bar del Paris Fashion week  con un packaging ispirato al make up. Senza dimenticare i locali gestiti e poi ceduti a Brighton e a Mosca, gli Internazionali di tennis al Bain word cup di Roma del 2019.

Un’importante ascesa che li ha fatti finire sotto i riflettori della stampa, guadagnando anche la segnalazione sull’Herald Tribune.
Non male per un’ azienda nata in Tuscia dove ha tuttora solidi legami. D’altronde i proprietari ancora oggi usano, per la loro azienda principale, Union Printing  l’apposizione “stampatori in Viterbo.” Di evidenti affinità con l’enogastronomia ( Vignaioli in Vho, in Narni…).
Scambiamo alcune impressioni con Silvia Sperduti, ingegnera gestionale che coniuga la “precisione geometrica” della sua formazione con la creatività e la multidisciplinarità di genere.

Il vostro gruppo opera nel settore sicuramente più colpito dell’enogastronomia. Mentre per i pubblici esercizi si intravvede un raggio di luce, per gli eventi, sia per quelli privati che per quelli aziendali, la strada è ancora lunga. Come avete affrontato questo periodo così complesso?
Il nostro D-day è, purtroppo, iniziato molto prima del lockdown. Lavoriamo con il mondo dell’Alta Moda e del Fine Dining e le disdette dal mondo asiatico sono iniziate ad arrivare già a febbraio. Nel giro di una giornata, il 24 febbraio, abbiamo avuto annullamenti di eventi per circa 2 milioni di fatturato, il 25% del nostro totale.
Da lì in poi è stato tutto un precipitare. Ci è caduto il mondo addosso.

Come avete reagito?
Per prima cosa abbiamo pensato ai nostri dipendenti, oltre 100, anticipando due mesi di CIG. Poi grazie ai nostri conti in ordine e alla capacità gestionale di mio marito Michele (Pepponi n.d.r.), abbiamo precorso i tempi e concordato operazioni con gli istituti di credito. I momenti più difficili, purtroppo, dal punto di vista economico, devono ancora arrivare. Credo che il governo abbia agito bene nella prima fase. C’era giustamente da ascoltare l’Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Scientifico. Per la ripartenza, invece, ci sono state troppe incertezze, moltissimi annunci e tempi lunghissimi. Basti pensare alla CIG e all’accesso al credito garantito. Sono consapevole che sia una situazione impensabile ed inimmaginabile, ma almeno i crediti delle aziende con lo Stato è possibile onorarli? Non è tollerabile che ci siano imprenditori che devono riscuoterli da oltre un anno.

Tu personalmente come l’hai vissuta?
Da una parte ho avuto molto più tempo per me, per la mia famiglia e per le mie due figlie. Non capita spesso. Sia io che Michele siamo sempre indaffarati e non sempre si riesce a far tutto. Dall’altra ho passato notti insonni a pensare e ad interrogarmi sul futuro della nostra attività.

Rudy Travagli

Da questi tuoi pensieri è nata Eat Me Box®, il packaging e delivery smart.
Abbiamo una clientela di altissimo target. Molto esigente. Abituata al bello. Una cosa è ospitarla a Villa Laetitia con la mise en place di una Stella Michelin e la professionalità di uno staff diretto da Rudy Travagli, altro è portare il tutto nelle case. In tempi di lockdown potevamo solamente consegnare. Da qui l’idea di preparare una confezione smart con le consuete materie prime di qualità selezionate e trasformate da Francesco Rivoglia, Executive Chef del catering, e dal suo staff.
Un successo repentino. Una nostra Eat Me Box®, abbiamo registrato il marchio, è capitata nelle mani di Ilary Blasi e ne ha fatto una stories per Instagram. In un giorno sono decuplicati gli ordini. Da allora c’è un continuo incremento.

In poche parole portate il valore esperienziale dei vostri eventi nelle case. Già da questi primi giorni, parlando con gli operatori, ci raccontano del desiderio di convivialità, ma anche di una titubanza ad andare nei locali affollati.
È vero abbiamo già molte richieste per piccoli gruppi. Amici che si vogliono rivedere. Per questo ci siamo noi. Porteremo tutto. Provvederemo a tutto. Le nostre Eat Me Box® ma anche consigli e materiali per l’allestimento, per il set up della serata con la possibilità di una videocall con i nostri esperti ed anche con il nostro Excutive Chef. Credo che questo sia il prossimo futuro almeno fino a fine anno.

Per i matrimoni e le cerimonie si stanno aprendo possibilità?
Questo è il settore più particolare del nostro lavoro. In questi mesi abbiamo dovuto e voluto supportare le spose che da tempo pensavano al loro “giorno più bello”. Lo dico spesso, per i matrimoni non è possibile un piano B. Per la sua importanza è possibile solo un altro piano A, purtroppo, posticipato. Molti sposi hanno già riprogrammato per il 2021 il loro “fatidico sì”.
Per quelli pianificati in autunno e dicembre è ancora possibile sperare in un miglioramento della situazione. Siamo convinti che anche in questo caso abbiamo necessità di nuove idee, di creatività. I matrimoni con buffet, aperitivi e dolci non saranno per molto tempo possibili.

L’ Enoteca La Torre a Villa Laetitia ha riaperto da poco, come è la risposta?

Domenico Stile

Molto buona. Abbiamo ovviamente perso i clienti stranieri, la gran parte del nostro lavoro, ma ritrovato tanti romani e italiani. Il locale molto ampio e la già grandissima attenzione ai nostri ospiti ci ha agevolato. Son bastati pochi accorgimenti. Domenico Stile il nostro chef, da poco papà (auguri da tutta la redazione) ha pensato ad un menu che accorci i tempi della presenza a tavola mantenendo, ovviamente, i nostri standard. Una prima cosa che abbiamo piacevolmente notato è la distribuzione della clientela lungo tutta la settimana. Il primo lunedì sera, speriamo non sia un unicum, abbiamo fatto overbooking.
Per mantenere un contatto, per ora solamente virtuale, con i clienti stranieri stiamo predisponendo dei corsi di cucina on line con i nostri Chef.
Stiamo, inoltre, approntando un servizio importante: lo Chef a casa tua. La qualità del fine dining, non solo della cucina, sulla tua tavola. Dalla cura dei particolari, della mise en place, al servizio da Stella Michelin.

I vostri progetti estivi proseguono?
Certamente! È anche un modo per far lavorare, a turno, i nostri dipendenti. L’american bar e il servizio di ristorazione de La Macchia è ormai collaudato. Essendo un club privato, una grande villa, con accessi e regole già severe si tratta solo di mettere a punto pochi accorgimenti per adeguarsi alle nuove norme. Qui abbiamo sviluppato il nostro settore mixology che porteremo nella nostra nuova avventura: La Dogana a Capalbio.

Anche per questa avventura ci voleva la tua, la vostra, caparbietà.

Sala Castellani Villa Laetitia

Abbiamo fatto il lavoro di tre mesi in dodici giorni. È stato dura ma siamo soddisfatti. Gli spazi sono importanti. Potremo ospitare oltre 100 ombrelloni. Per il lounge bar porteremo l’esclusiva esperienza de La Macchia. Appronteremo anche un servizio in spiaggia e stiamo mettendo a punto una serie di iniziative per deliziare i nostri clienti a partire da una ristorazione che attinge alla nostra pluriennale esperienza. Per il resto non resta che sperare nel bel tempo.

In questo momento così difficile per l’accoglienza e la ristorazione fa piacere poter raccontare chi “si rimbocca le maniche”. Passerà ‘a Nuttata?
Per prima cosa, certamente, si debbono trovare le soluzioni per sconfiggere il virus. Poi si tratterà di ripensare alla nostra Italia. Noi imprenditori abbiamo necessità di chiarezza per poter fare impresa. C’è bisogno di strumenti concreti di programmazione.
Non sarà facile. Siamo consapevoli che ci vorrà tempo e dedizione. Quanto prima le cose si rimetteranno in moto, ma i tempi e i modi saranno differenti.
Dobbiamo essere pronti al cambiamento e a saperlo gestire. A noi piacciono le sfide, siamo pronti per questa nuova prova.

www.enotecalatorre.group

Enoteca La Torre Catering
Via Montebianco, 72
00141 Roma
+39 06 8719631
latorrecatering.com

 

 

 

 

 

 

 

Enoteca La Torre a Villa Laetitia
Lungotevere delle Armi, 22
00195  Roma
+39 06 45668304
ristorante@enotecalatorre.group
enotecalatorreroma.com
Chiusura:
Domenica e lunedì pranzo

 

 

 

 

 

 

 

 

La Dogana Capalbio
Via Graticciaia snc
58011 Chiarone Scalo (GR) 
+39 0564 183 0669

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