Non appena si varca la soglia del locale, Mimmo De Gregorio, un omone dal cuore immenso, è sempre pronto ad accoglierti solare e sorridente, come fossi un vecchio amico. Senza ombra di dubbio, Mimmo incarna perfettamente la figura originaria dell’Oste: un custode della tradizione, un libro, un archivio che raccoglie le conoscenze della cucina del territorio.
Il locale, aperto nel 1989, era inizialmente una rosticceria. Dopo qualche anno, abbracciando pienamente l’idea delle osterie storiche italiane, vere rappresentanti del cuore della ristorazione nazionale, Mimmo, coadiuvato dai genitori, Paolo e Filomena, lo ha trasformato in Osteria. Oggi, a distanza di oltre 30 anni, Paolo e Filomena continuano ad occuparsi della cucina, la moglie Dora si dedica all’accoglienza e alla preparazione dei dolci, mentre Mimmo è il cuore pulsante, oltre che un vulcano di idee, e si accerta che tutto vada nel migliore dei modi.
Quindi niente di strano se lo vedi portare le pietanze, sparecchiare, riassettare i tavoli, dispensando sorrisi ed aneddoti ai commensali per far scoprire un territorio ricco di storia, di artigiani e produttori di qualità.
Convinto che non esista ristorazione di qualità là dove non ci sia un tessuto produttivo locale di qualità, Mimmo, nel corso degli anni ha creato una collaborazione fruttuosa con le produzioni di qualità locali.
“Operare nel mondo della ristorazione oggi, soprattutto quando si ha successo significa innanzitutto dare valore e riconoscimento a tutti coloro che contribuiscono a creare la filiera dei prodotti di eccellenza locali. – ci racconta Mimmo con entusiasmo e lucidità- Troppo spesso ci si dimentica che dietro a una grande cucina c’è l’agricoltura, l’artigianato di qualità e l’allevamento ma perdere le piccole produzioni significa perdere storia, cultura, identità e conoscenze, oltre a un adattamento secolare dell’uomo al territorio che lo ospita. Per questo motivo i ristoratori hanno il compito di mettere la loro visibilità e potenza mediatica anche al servizio dei produttori, raccontandone la storia, valorizzandone il lavoro e indicando la specificità dei prodotti che vengono serviti. Lo Stuzzichino ha dimostrato negli anni di credere fortemente in questa energia. L’Osteria del futuro dovrà sempre più essere simbiotica con il territorio e con le persone che lo abitano, perché solo così si può passare dal buono al buono, pulito e giusto, che è la definizione di qualità che vogliamo e dobbiamo proseguire.”
Tutta la verdura arriva dall’orto familiare Ghezi, un orto che lui stesso ha recuperato, acquistando un terreno agricolo abbandonato vicino al locale, a cui si dedica personalmente nel tempo libero. La sua cucina è un connubio tra mare e orto: tutti i suoi piatti si fondano sul concetto del “buono, pulito e giusto”, materie prime genuine e prodotti tipici a filiera corta come il Provolone del Monaco, il gamberetto di Crapolla, un presidio dell’area marina protetta di Punta Campanella, la pasta di Gragnano, i polli di Casarlano, il pesce azzurro tipico della zona, i limoni di Sorrento, utilizzati per conferire profumi e freschezza ai piatti. Nel menu, che varia in funzione della disponibilità dei prodotti, piatti semplici ma di grande effetto, impossibili da non amare. Mimmo ha recuperato tutto il bello della tradizione locale trasformandolo in una dolce quotidianità, senza mai tralasciare l’innovazione e la presentazione. Tra i piatti più rappresentativi gli involtini di pesce bandiera ripieni di provola, la parmigiana di melanzane, i ravioli al profumo di limone con vongole veraci, pasta e patate con il Provolone del Monaco e la provola affumicata, il pollo ruspante al forno.
Una carta dei vini importante, oltre 500 etichette tra nazionali e internazionali conservate in un vero e proprio caveau, a cui si accede dalla cucina e che è possibile prenotare per un aperitivo o una particolare occasione.
Anche per l’arredamento Mimmo si è rivolto agli artigiani locali utilizzando materiali tipici: mattonelle di Vietri dipinte a mano, legno di castagno per i soffitti ed il bancone, marmi di Carrara e legni di ulivo per i tavoli.
Accanto al locale anche uno Show room per promuovere tutti i prodotti del territorio: olio, limoni, marmellate, noci, pasta, pomodori in barattolo con annessa la cucina a vista per corsi e degustazioni, ed il Dinner-bed, A casa di Dora, in onore alla moglie di Mimmo per accogliere chi vuole soggiornare e visitare le bellezze del posto.
Anche quest’anno Lo Stuzzichino si è aggiudicato i Tre Gamberi del Gambero Rosso 2022 tra le migliori Trattorie del Sud Italia e la Chiocciola di Slow Food.
Via Deserto, 1°
Massa Lubrense, NA
mimmo@ristorantelostuzzichino.it
www.ristorantelostuzzichino.it
+39 081 533 0010
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catiaminghi@carlozucchetti.it
www.momentidivini.it










