Il Bianchello del Metauro è un vino D.O.C. la cui produzione è consentita dal disciplinare nelle province di Pesaro ed Urbino, un vino che dà lustro ed autenticità al territorio da oltre 2.000 anni.
Lo storico latino Tacito narra delle “virtù” di questo vino, durante lo scontro decisivo della seconda guerra punica, la battaglia del Metauro nel 207 a.C. quando i romani, inebriati dagli effluvi del Bianchello bevuto la sera prima, sconfissero i cartaginesi determinando l’ascesa dell’Impero Romano.
Il territorio di produzione si estende su una fascia collinare che dal mare Adriatico risale verso l’interno, seguendo il corso del Metauro, incrociando borghi antichi ed affascinanti.
Il Bianchello meglio conosciuto come Biancame, deve il suo nome oltre che al fiume, al colore degli acini; nella D.O.C. secondo il disciplinare la percentuale minima è del 95% per il restante 5% può essere utilizzata la Malvasia Toscana.
Nel mio errare per aziende vitivinicole, recentemente ho visitato, in compagnia dell’enologo Maurilio Chioccia, e del collega Ettore Aimi, la cantina di Claudio Morelli.
La cantina nasce nel 1930 per volere del nonno, un commerciante di vino e di prodotti ortofrutticoli. Claudio, terminati gli studi decide di vinificare e nel corso degli anni ha investito molto in tecnologie all’avanguardia. Questo gli ha permesso di avere una qualità costante nel tempo, grazie anche all’utilizzo della criomacerazione per massimizzare le qualità organolettiche, alle temperature controllate e all’uso di botti di rovere francese. Attualmente la produzione complessiva si attesta sulle 110.000 bottiglie.
Le sue vigne sono dislocate su vari appezzamenti, alcune su colline affacciate sul Mar Adriatico che funge da termoregolatore e dista circa 400 metri ed altre più all’interno verso la valle del fiume Metauro; i terreni sono principalmente argillosi, tufacei e sabbiosi, la brezza marina è costantemente presente e smorza i calori estivi mentre i Colli Pesaresi proteggono le vigne dai venti freddi nella stagione invernale.
Focalizzato sui vitigni autoctoni, Claudio ha trovato ispirazione proprio nella sua terra. Infatti si è impegnato principalmente nel recupero del Bianchello ma produce anche Sangiovese, Montepulciano, Cabernet e Vernaccia Rossa che ha avuto origine da un antico clone di aleatico. I processi di vinificazione vengono svolti a Mondavio mentre i processi di affinamento e di imbottigliamento a Fano, dove ci sono anche gli uffici e una bella sala degustazione.
Morell – Bianchello del Metauro, metodo classico 2012 Brut: matura tutto l’anno in cantina ad una temperatura costante di 16°
San Cesareo – Bianchello del Metauro D.O.C. in purezza: vino d’entree, molto minerale, sapido, al naso sentori floreali e fruttati; beva molto piacevole. Grado alcolico 13°
La vigna delle Terrazze – Bianchello del Metauro D.O.C. in purezza: le vigne di oltre 50 anni, si trovano a 500 metri dal mare. Grado alcolico 13,5°
Borgo Torre – Bianchello del Metauro D.O.C. in purezza: vino con una buona struttura, sapido, minerale, floreale, fruttato con belle note agrumate. Grado alcolico 14°
Suffragium 2019 – Marche I.G.T. Rosso – Vernaccia Rossa (Aleatico) al 100%: tutto in questo vino regala allegria e piacevolezza, vino dalla personalità ben definita e da condividere con gli amici. Grande bevibilità. Gradazione alcolica 13°
La vigna delle Terrazze – Colli Pesaresi Sangiovese D.O.C. – Sangiovese in purezza, anno 2018: viene da vigne di oltre 50 anni che si affacciano sul mare. Gradazione alcolica 14°
Sant’Andrea in Villis – Colli Pesaresi Sangiovese D.O.C. Riserva – Sangiovese in purezza, anno 2015: il 50% fa barriques di vari passaggi ed il restante solo acciaio. Naso molto interessante, note speziate, frutta secca tostata, sentori di sottobosco, tabacco, macis, frutti rossi. Vino dalla beva piacevole. Gradazione alcolica 14°
Mogliano – Marche I.G.T. Rosso – Montepulciano in purezza, anno 2015: le uve provengono da tre diversi vigneti e solo una piccola parte fa legno. Al primo impatto al naso prevalgono i frutti rossi, amarene, visciole sotto spirito, poi arrivano le viole, le spezie e note fumè. Buona struttura e tannini morbidi ben gestiti. Gradazione alcolica 14°.
Alius – Marche I.G.T. Cabernet in purezza, anno 2017: vino intrigante, complesso. I tannini si avvertono ma non infastidiscono, e asciugano bene. Naso molto complesso, frutta scura, mora, ribes morasca, ma anche tanti fiori, glicine, rosa canina, macchia mediterranea e note speziate. Gradazione alcolica 14,50°
Solare – Vino da uve stramature – Bianchello 35%, Malvasia 35% , Moscato 30% . Il vino deriva da una cuveè di tre annate, 2009 – 2010 – 2011. Molto gradevole al palato, elegante e mai stucchevole.










