Cibo e vino italiano in India, importazioni cresciute del 7,6%

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Nel 2015, le importazioni di cibo e vino italiano in India hanno registrato una crescita del 7,6%. Tutto questo nonostante gli elevati dazi doganali e le barriere non tariffarie create da complessi regolamenti e controlli alle frontiere. Le opportunità di mercato per l’agroalimentare italiano nel gigante asiatico sono state illustrate nel corso di un seminario organizzato a New Delhi, dal titolo The Sweet Taste, dall’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Tutti e quattro i prodotti di punta, cioè pasta, cioccolata, olio di oliva e frutta – ha detto il direttore dell’Ice di New Delhi, Francesco Pensabene – hanno registrato una crescita che si prevede costante anche nei prossimi anni“. Il mercato dell’India dell’alimentare è infatti in piena espansione con un import in aumento del 16% nel quadriennio. La quota di mercato del cibo e vino italiano è dello 0,5% (circa 70 milioni di dollari nel 2015) in crescita del 27% negli ultimi quattro anni. Oltre alla pasta dove domina con l’80%, l’Italia ha il 20% della quota di mercato dei formaggi e il 15% dei vini (al terzo posto dopo Australia e Francia).

Le prospettive sono quindi incoraggianti ma bisogna spesso fare i conti con dazi che variano dal 37% al 108% e con severe e spesso confuse regole sull’etichettatura, sulle scadenze dei prodotti e sui controlli alla dogana. “La conseguenza di questa regolamentazione – ha spiegato Rakesh Banga in rappresentanza del Forum of Indian Food Importers, associazione di importatori di cibo e vino – è che le merci sono bloccate per settimane nei container con il rischio di deperimento dei prodotti, soprattutto quelli freschi. Per far arrivare un nuovo prodotto sul mercato, per esempio una nuova marca di formaggio sono necessari dai 4 ai 5 mesi di attesa prima di avere l’autorizzazione all’importazione“.

Il workshop The Sweet Taste è stato inaugurato dall’ambasciatore d’Italia a New Delhi Lorenzo Angeloni e si e’ concluso con una degustazione di vini tenuta dal presidente Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi insieme al sommellier indiano Atul Tiwari.

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