Districarsi in queste denominazione non è facile. Neanche per chi come me da quarant’anni frequenta queste terre. Certo il 70% di Sangiovese obbligatorio nei disciplinari è un filo conduttore riconoscibile. La possibilità di mettere il 30% di molte uve rosse e anche bianche non aiuta a focalizzare le varie zone. Soprattutto a far evincere le differenze territoriali.
Si aggiunga che negli ultimi anni si è rallentato il processo di miglioramento qualitativo dei vini del Chianti D.O.C.G. complici le vendemmie difficili e le difficoltà dei vari territori a fare sistema.
Non a caso le denominazioni più dinamiche sono Rufina e Montespertoli che collettivamente hanno iniziato un lavoro di confronto e promozione.
I vini che ci sono piaciuti
Chianti Colli Senesi D.O.C.G. Al Canapo ‘22 Bindi
Chianti Montalbano D.O.C.G ’22 Artimino
Chianti Montespertoli D.O.C.G. Ingannamatti ’21 Podere dell’Anselmo
Chianti Colli Fiorentini Riserva D.O.C.G. Madiere ‘20 Tenuta San Vito
Chianti Montalbano Riserva D.O.C.G. Il Fondatore ’20 Tenuta Cantagallo e Farnete
Chianti Riserva D.O.C.G. ’20 Fattoria Petriolo
Chianti Riserva D.O.C.G. ’20 Fattoria Poggio Capponi
Chianti Riserva D.O.C.G. ’20 Lo Zio Agricola Francesca
Chianti Rufina D.O.C.G. ‘21 Fattoria Selvapiana
Chianti Rufina Riserva D.O.C.G. Vigneto Bucerchiale ‘20 Fattoria Selvapiana
Foto da www.vinodabere.it







