Camera di Commercio, il 2015 l’anno della razionalizzazione

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La parola d’ordine è razionalizzazione. E non poteva essere altrimenti visto il taglio del 35% del contributo che le imprese, dal 2015, verseranno alla Camera di Commercio. Un 2015, quello dell’ente di via Rosselli, che potrebbe essere quello dell’accorpamento in un’unica Camera di Commercio regionale o, in alternativa, quello della costituzione di una nuova realtà territoriale con altre province. E’ questo, in sintesi, quello che è uscito dall’incontro di inizio anno con la stampa del presidente Domenico Merlani. Accanto a lui il segretario generale Francesco Monzillo e la vice segretaria vicaria Federica Ghitarrarri. “Il nostro obiettivo – ha specificato Merlani – è quello di essere sempre più la casa delle imprese: a tal fine puntiamo innanzi tutto ad essere più facilmente accessibili, a partire anche dalle potenzialità che offre la rete. Gli uffici, inoltre, aumenteranno l’orario di apertura, con la novità rappresentata dall’apertura continuativa il giovedì”. Per l’anno che verrà, ha precisato il presidente, “puntiamo ad una integrazione sempre più forte con Civitavecchia e a costruire sinergie nuove con gli altri enti territoriali, a partire dai Comuni. Alla base di tutto c’è una riforma delle Camere di Commercio che impone dei cambiamenti radicali che vanno valutati nella loro interezza”.

 Di “impegni tutti confermati ma con risorse ridotte” ha parlato invece Monzillo, secondo cui “sarà accresciuta l’erogazione dei servizi alle imprese”. Particolare importanza nell’economia regionale – che ne secondo e nel terzo trimestre 2014 ha riportato un aumento boom dell’export: +15% e + 16% – hanno l’arredo casa e l’agroalimentare, settori da cui provengono i maggiori segni di vitalità. “In attesa della riforma purtroppo navighiamo a vista – ha concluso Merlani – con l’obiettivo sempre primario di essere un aiuto concreto allo sviluppo della Tuscia”.

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