Cake: dialogo tra arti visive e arti culinarie

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La cultura del dessert tra oriente arabo e occidente è rappresentata nel libro CAKE in forma di dialogo tra arti visive e arti culinarie. Nato da un ricettario manoscritto acquistato a Londra da Manuela De Leonardis, critico d’arte del Manifesto, Cake indica la via del dialogo tra mondo arabo e occidentale all’insegna del palato, indicando come la ricetta possa tracciare coordinate sia per il cuoco, sia per l’artista. Il libretto dalla copertina nera, comprato da Manuela De Leonardis, è un quaderno a quadretti dove sono scritte ricette in arabo libanese e in francese, una golosa “stele di Rosetta” che insegna impasti più o meno noti, una traccia per stimolare l’interpretazione degli artisti come se fosse il canovaccio di un’azione di visualizzazione della degustazione, facendone un atto performativo che comunica differenze, ribadisce concetti, dimostra affinità e digressioni personali. Manuela De Leonardis ricorda come la fondatrice di Incontri Internazionali D’arte, Graziella Lonardi Buontempo, amasse l’estetica del cibo, la tavola imbandita con le portate pronte a dischiudere al senso più complesso del gusto ciò che per gradi è stato annunciato da colori e profumi. Così diciannove artisti hanno trasferito la sinossi del dosaggio e degli ingredienti nel proprio linguaggio: Hassan Al – Meer, Paolo Angelosanto, Yto Barrada, Beatrice Costanzo, Maïmouna Patrizia Guerresi, Susan Harbage Page, Reiko Hiramatsu, Uttam Kumar Karmaker, Silvia Levenson, Loredana Longo, MAD – Angela Ferrara e Dino Lorusso, ŞüKran Moral, Ketna Petel, Pushpamala N, Anton Roca, Jak Sal, Larissa Sensour.781-pdf4

Il risultato non soddisfa le attese di chi cerca delle affinità con il testo scritto sul quaderno, ma riguarda piuttosto la creazione di un’immagine contestuale, ossia da affiancare alla ricetta quale nuova ambientazione della sede del gusto. La traslazione dello schema produce una trasfigurazione dell’amalgama che questo schema propone in quanto azione simbolica di trasformazione che, assimilata all’arte, produce una forma e un sapore che di quello schema originario è sintesi. Ecco perché alcuni artisti propendono, più che all’esplicita allusione, a un più criptico accostamento concettuale con la ricetta di riferimento.

Il libro, indicando il linguaggio dell’arte come foriero di esperienze e testimonianze, celebra il dialogo tra i popoli poiché pone tale linguaggio sul piano della condivisione, sicché non è un caso che Manuela De Leonardis citi l’esperienza delle donne di Nablus che hanno avviato la Bait al Karama Cookery School diretta da Fatima Khaddoumi, Cristina Bottigella e Beatrice Catanzaro, una scuola di cucina palestinese aperta al mondo e primo convivio Slow Food in Palestina.

Non è peregrino costatare la natura antropologica di ogni operazione che l’arte intraprende quando utilizza il cibo per lo meno nella dimensione del cucinare così come insegnava Claude Lèvi-Strauss mettendo sul piano simbolico il processo di sottomissione della natura alla cultura.

Cake è un progetto no-profit per sostenere Bait al Karama

DownloadedFileManuela De Leonardis (a cura di)

Cake testo ita/eng

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pp. 144
2013
€ 20,00

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