Cacao e filiera locale, Eurocholate e Camerun intensificano le relazioni

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Relazioni più intense tra l’Eurochocolate di Perugia e il Camerun, sesto produttore mondiale di cacao e quarto africano dopo Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria. Si è tenuto l’11 maggio 2016 presso il Jazz Hotel, nel capoluogo umbro, l’incontro tra il presidente di Eurochocolate Eugenio Guarducci ed Emmanuel Neossi, presidente e direttore generali di Neo Industry, la più grande azienda a capitale 100% camerunense attiva in Camerun nella trasformazione di cacao e fiore all’occhiello del Governo nazionale per uno sviluppo della filiera in ottica locale.

Non è più accettabile – ha dichiarato Guarducci – che la trasformazione del cacao in cioccolato avvenga quasi esclusivamente nelle aree industrializzate e sia sottratta ai luoghi d’origine. La ricchezza che questo prodotto è in grado di generare non è equamente distribuita e solo una minima parte del valore aggiunto rimane ai Paesi produttori. Oggi, questa prassi non è più giustificabile: molti Paesi hanno recuperato situazioni di stabilità politica ed economica e anche in Camerun vi sono le premesse per supportare una svolta storica”.

A livello operativo, il confronto con la delegazione ha avuto ad oggetto la progettazione congiunta di una piccola “fabbrica di cioccolato” in Camerun, un progetto pilota attento sia al coinvolgimento delle varie associazioni di produttori di cacao che delle istituzioni, non solo nazionali e africane ma anche italiane ed europee. Il tutto supportato da una formazione mirata che potrà in parte svolgersi nel Paese e in parte in Italia.

Tra gli obiettivi del Camerun per rilanciare lo sviluppo c’è, infatti, quello di incentivare la trasformazione di cacao in loco creando nuovi insediamenti industriali nelle principali regioni in cui il cacao viene attualmente coltivato. La produzione di cacao del Camerun si attesta oggi su poco meno di 210.000 tonnellate di cui solamente 32.700 vengono trasformate in loco. L’obiettivo è quello di raddoppiare questo dato portando il Paese africano a trasformare il 30% della produzione nazionale.

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