Bionde o more?

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Bionde o More?

Nessuna indecisione se per la seconda categoria concorrono i frutti di bosco più famosi al mondo.

Gli unici capaci anche di nobilitare i rovi,  di spingerci tra rami pungenti e polverosi, che richiedono spesso doti da equilibrista o scalatore per inerpicarsi a coglierli tra cunette e fossi!

La mora di spino o di gelso fa parte della famiglia delle Rosaceae,contiene tannino, acido ossalico, zucchero, sostanza colorante, essenza, vitamina A – C tracce di vitamina B1-PP-B2.

Nella tradizione si usavano le foglie per fare decotti con proprietà astringenti: la procedura si esauriva nel prendere una manciate di foglie tritate da bollire in abbondante acqua, ciò che restava si filtrava e si assumeva in piccole dosi, per esempio il corrispettivo di due tazzine da caffè la mattina a digiuno. Serviva, si diceva, per curare dissenterie o mestruazioni prolungate e irregolari.

Le foglie fresche e tenere schiacciate con l’aggiunta di un po’ di miele venivano usate su piaghe ed ulcere, anche per curare le aftedella bocca e nelle infiammazioni delle gengive, lingua e, con aggiunta di acqua usate in gargarismi per il mal di gola.

I frutti, raccolti da luglio a settembre, hanno proprietà antiscorbutiche, diuretiche, dissetanti e temperanti. Ricordo lo sciroppo che le nonne ci preparavano da piccoli, si bollivano more con succo di limone e zucchero. Per la medicina popolare siconsigliava tale succo per le sue proprietà antinfiammatorie, invece la marmellata di more veniva somministrata ai bambini afflitti dal mal di gola.image

Una curiosità: .nel libro del 1583 “Trattato dé cibi et del bere” del medico Baldassare Pisanelli, troviamo numerosi consigli dietetici, tra i quali: “Le more che siano negre, grosse, ben mature, non toccate da animali, e si colgano al levar del sole. Levano via tutte le asprezze della gola, levano la sete, libricino il corpo e smorzano il colera, e fanno venire l’appetito. L’acerbe stringono il corpo”.

Adesso che ci siamo impegnati nel leggere quanto bene “ci farebbe”, sperimentiamo quanto bene “ci farà” preparare e degustare una favolosa marmellata di more. Potrà rendere più felice le nostre colazioni invernali, più gustose le coppe di fior di latte davanti alla tv, oppure più semplicemente  più genuine e sane le merendine dei nostri figli lontani dall’umidità di finti mulini bianchi, vicini invece ai profumi dell’estate e la campagna dietro casa.

Marmellata di More

1 kg di more, 500 -700 gr di zucchero (succo di mezzo limone – facoltativo)

Prendere 1 kg di more ben mature e lavare bene in acqua corrente.

Aggiungi da 500 a 700 gr di zucchero, la quantità dipenderà dalla dolcezza naturale del frutto e dal tuo gusto. Fai cuocere in un ampio tegame con mezzo bicchiere d’acqua (eventuale succo di limone) e mescola spesso fino a quando non avrai raggiunto la densità che desideri.. Al termine, versa la marmellata calda in vasetti di vetro sterilizzati e chiudi ermeticamente.

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