Una crescita connessa alla ripresa dei flussi turistici raddoppiati rispetto al 2021, a cui si è accompagnato senz’altro un rallentamento delle vendite nel canale della Grande distribuzione, importante supporto nel periodo delle restrizioni causate dai vari periodi di lockdown. È quanto emerge dal rapporto Wine Monitor-Nomisma, presentato al tradizionale appuntamento di fine anno, evidenziando gli attuali scenari di mercato.
Secondo il Presidente dell’Istituto Grandi Marchi, Piero Mastroberardino, i consumi dei vini di alta gamma, identificati con bottiglie di prezzo superiore ai 20,00 €, si sono riposizionati nel loro alveo più tradizionale, ovvero quello dei consumi
outdoor nella ristorazione; un trend riscontrabile per rossi, bianchi e bollicine, ma non per i rosati rimasti stabili.
Il responsabile Wine Monitor Nomisma, Denis Pantini, ha invece sottolineato come la pandemia ha costituito uno spartiacque, che ha determinato cambiamenti importanti nelle abitudini degli italiani e non solo, sul fronte dell’acquisto dei vini.
Bene anche l’export, con il 2022 anno record per il vino italiano, che secondo le stime Nomisma Wine Monitor è di 8 miliardi di euro. Quanto all’identikit del consumatore di vino della G.D.O., il 47% tende ad acquistare etichette di alta fascia di prezzo specialmente in occasione di promozioni, nonostante i principali fattori di scelta risultino la presenza della Denominazione (23%), l’origine locale (16%) e la notorietà del brand (10%).
Solo il 15% del campione si è detto disposto ad acquistare vini super premium in questo canale, mentre solo il 23% è disposto a spendere oltre 10,00€ per una bottiglia di vino.
elisabettadetommaso@carlozucchetti.it




