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Giangiacomo Spalletti Trivelli e la moglie Susanna d’Inzeo, figlia del campione di equitazione Raimondo, giunsero a Pomario, nel comune di Piegaro, quasi per caso, mossi da un’idea di “Buen Retiro” in Umbria, per scappare dal caos della città di Roma.
Si innamorarono di quel poggio molto luminoso ed isolato dal resto del territorio, a 500 metri sul livello del mare.
Reimpiantarono i vigneti, ristrutturarono integralmente la tenuta e iniziarono le prime sperimentazioni in cantina, grazie all’aiuto di Federica De Santis, agronoma, e Mery Ferrara, enologa.
La cantina è nata dalla ristrutturazione della vecchia rimessa degli attrezzi, concepita con modernità, conservando però lo stile del casale e riutilizzando, dove possibile, i materiali originali. L’oliveto ed il vigneto, se pur abbandonati da qualche anno, erano ancora in ottimo stato ed in perfetto equilibrio con l’ambiente. Sono stati così recuperati e restaurati insieme al rudere dell’antico casale.
Il rispetto del territorio e l’attenzione agli equilibri ambientali sono state le linee guida della rinascita di Pomario. Gli Spalletti Trivelli, avendo intuito le potenzialità di questo “agro ecosistema” incontaminato, hanno deciso di adottare un sistema di agricoltura biologico-biodinamica, al fine di mantenere inalterati gli equilibri naturali. Una scelta dettata dalla naturale conformazione del territorio, ove i vigneti sono posizionati in radure circondate da boschi, ad altitudini vantaggiose.
L’energia utilizzata per la produzione di olio e vino proviene da un avanzato sistema geotermico e dall’uso del fotovoltaico che, oltre ad abbattere i consumi, hanno un limitato impatto ambientale sull’intero ecosistema.
«I vini buoni sono tantissimi – dichiara Giangiacomo Spalletti Trivelli.- Noi cerchiamo di dare ai nostri vini personalità, legando la produzione ad un filo conduttore che parla di questo territorio. Amiamo questo posto e vogliamo che i nostri prodotti trasmettano l’amore per questa terra».

Lo scorso mese hanno presentato nella loro Villa Spalletti Trivelli in Roma a due passi dal Quirinale, Residenza d’Epoca convertita in SLH, le loro attuali etichette.
In passato avevo avuto una sola occasione di incrociare i vini Pomario, ossia il 2 Ottobre 2019 a Palazzo Borghese a Roma per l’evento Vino e Salute, rimanendo colpito in modo particolare dai loro Arale I.G.T. Umbria bianco ’18 e Muffato delle Streghe I.G.T. Umbria bianco dolce 2016.
Arale I.G.T. Umbria bianco è un macerato di Trebbiano, da selezione massale di antiche viti presenti in azienda, e di Malvasia.
Annate presentate: 2023, 2019, 2017, 2016, 2015.
Degustarlo con una bruschetta condita solamente con il loro olio EVO 2024 gentilmente piccante, da Leccino, Moraiolo e Frantoio, vale un pranzo gourmet.
Altro vino che a mio giudizio non può passare inosservato è il Muffato delle Streghe I.G.T. Umbria bianco dolce presentato in versione 2021.
Località Pomario
06066 Piegaro (PG)
+39 075 8358579
+39 347 0680626
info@pomario.it
pomario.it
Photo credits Giangiacomo Spalletti Trivelli, Susanna d’Inzeo: Corriere dell’Umbria
liviocalanca@carlozucchetti.it







